Spagna: riforma costituzionale “urgente, fattibile e auspicabile”

Pubblicato il 10 giugno 2018 alle 6:00 in Europa Spagna

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È urgentemente necessaria una riforma della costituzione spagnola, ha affermato il nuovo ministro alla Pubblica Amministrazione, Meritxell Batet, alludendo al longevo conflitto politico esistente tra il governo centrale e la comunità autonoma della Catalogna.

“L’accordo territoriale della costituzione del ’78 è in crisi, nessuno può negarlo”, ha affermato Batet durante una sua apparizione pubblica ufficiale in quanto nuovo ministro della Pubblica Amministrazione, a Barcellona, nella giornata di sabato 9 giugno. Una riforma costituzionale è “urgente, fattibile e auspicabile”, ha aggiunto la donna, spiegando che intende creare una commissione parlamentare, originariamente proposta nel 2017 dal partito socialista spagnolo, per indagare in che modo questa riforma sia attuabile.

I socialisti detengono attualmente solo 84 dei 350 seggi al Parlamento, e avrebbero bisogno della maggioranza di due terzi per far passare una riforma costituzionale; ad ogni modo, anche qualora ciò accadesse, il Partito Popolare (PP) conservatore, il principale gruppo di centro-destra del Paese, che in passato si è già mostrato riluttante nei confronti delle riforme, avrebbe potere di veto su ogni legge, e dunque anche su quella inerente a un ammodernamento costituzionale.

Il nuovo governo socialista di Pedro Sánchez si è insediato il 2 giugno, e il primo ministro precedentemente in carica, Mariano Rajoy, è stato conseguentemente allontanato con un voto di sfiducia. Venerdì 8 giugno, i socialisti hanno alleggerito i controlli finanziari sulla Catalogna, affermando che cercheranno un dialogo con l’amministrazione della regione per alleviare le tensioni scaturite dalla richiesta di indipendenza catalana.

È la prima volta nella storia democratica del Paese spagnolo che un governo in carica viene sfiduciato in aula. I precedenti tentativi, tutti falliti, risalgono al 1980, con riferimento ai socialisti contro il centrista Adolfo Suárez, al 1987, con i popolari contro il socialista Felipe González, e al 2017, quando la sfiducia a Rajoy fu presentata dal leader di Podemos Pablo Iglesias.

È probabile che il nuovo primo ministro spagnolo, Pablo Sanchez, andrà incontro alle richieste intransigenti della Catalogna e al suo leader indipendentista, Quim Torra, prima dell’estate; ciò è quanto ha affermato una portavoce governativa in data venerdì 8 giugno.

In occasione di una conferenza del Partito nazionale scozzese ad Aberdeen, l’ex ministro catalano Clara Ponsati ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che l’allontanamento di Rajoy può offrire nuove possibilità di dialogo tra il governo centrale e Barcellona. “Il governo spagnolo ha una grande opportunità di cambiare la propria strategia, ma onestamente io non sono troppo ottimista”, ha affermato Ponsati.

Il 1 ottobre 2017, la Generalitat, il governo autonomo catalano, aveva convocato un referendum sull’indipendenza della Catalogna dalla Spagna, dopo che il Parlamento regionale aveva approvato la legge sul referendum e la legge sulla transitorietà legale, che sanciscono la rottura con Madrid. I votanti sono stati 2,2 milioni, su un potenziale censo di 5,3 milioni. I Sì sono stati 2 milioni. Il voto, illegale secondo Madrid, si è svolto in condizioni di assenza di controllo. Il governo centrale di Rajoy ha reagito al referendum seguendo le vie legali: dapprima ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale, che ha sospeso le leggi varate dal Parlamento catalano, e poi, il 20 settembre 2017, ha inviato la Guardia Civil negli uffici dove si preparava il referendum. In tale occasione, 14 persone sono state arrestate e dieci milioni di schede elettorali sono state sequestrate. Gli scontri tra governo centrale e regionale scoppiati il primo ottobre, in concomitanza con l’esito della votazione, sono stati condannati dalla comunità internazionale e hanno segnato l’inizio di violente agitazioni e di detenzioni di gran parte degli agenti politici catalani coinvolti nell’organizzazione del referendum illegale.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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