Singapore: pronta ad aiutare il processo di pace in Corea

Pubblicato il 8 giugno 2018 alle 19:00 in Asia Singapore

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Il ministro dell’Interno di Singapore, Kasiviswanathan Shanmugam, ha sottolineato il grande interesse del Paese nel voler contribuire al processo di pace della penisola coreana, ospitando il 12 giugno il summit previsto tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un.

La scelta di Singapore come location per l’incontro ha reso i suoi abitanti fieri, dimostrando il contributo che il piccolo Stato è in grado di dare per la comunità internazionale, in virtù della sua affidabilità e neutralità nella questione della denuclearizzazione della penisola coreana.

Il ministro Shanmungam, inoltre, ha ricordato l’importanza di questo summit a causa del periodo di alta tensione che sembra caratterizzare l’Estremo Oriente. “La Corea del Sud e il Giappone sono attualmente nervosi in vista dell’incontro tra Stati Uniti e Corea del Nord, entrambe potenze nucleari. La Cina poi ha un ovvio interesse nei confronti del summit”, ha dichiarato il ministro Shanmungam.

Il governo di Singapore è attualmente impegnato a garantire adeguate misure di sicurezza per lo svolgimento dell’incontro tra i due leader, previsto presso l’albergo Capella, situato sull’isola di Sentosa. Oltre ad aver dichiarato legalmente l’area intorno all’hotel come zona speciale, il personale di sicurezza coinvolto nelle operazioni è composto da migliaia di agenti, comprese le forze militari del Paese.

A distanza di pochi giorni dalla realizzazione del summit, due giornalisti sudcoreani sono stati arrestati dalla polizia locale per aver tentato di violare il domicilio dell’ambasciatore nordcoreano a Singapore, giovedì 7 giugno. Inoltre, Zeky Mallah, australiano precedentemente sospettato di terrorismo, è stato arrestato e successivamente espulso dopo aver tentato di entrare a Singapore.

“Zeky è stata la prima persona ad essere stata incriminata nel 2003 secondo la nuova legge anti-terrorismo australiana con l’accusa di aver pianificato un attacco suicida contro gli uffici del ministero degli Affari Esteri australiano e dell’Australian Security Intelligence Organisation”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Interni di Singapore.

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Alice Barberis

di Redazione

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