Giappone: primo ministro in visita a Washington

Pubblicato il 7 giugno 2018 alle 6:31 in Giappone USA e Canada

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Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, è atteso a Washington giovedì 7 giugno per incontrare il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in previsione del summit previsto il 12 giugno a Singapore tra Corea del Nord e Stati Uniti.

Il primo ministro Abe ha avuto 30 conversazioni telefoniche e 8 incontri faccia a faccia con il presidente Trump dalla sua elezione. “Attraverso i summit e le telefonate ho stabilito stretti legami con il presidente Trump e posso affermare che le nostre posizioni coincidono. In vista dello storico incontro previsto a Singapore con il leader nordcoreano, Kim Jong Un, ho deciso di incontrare direttamente il presidente Trump per coordinarci e rendere tale incontro un successo”, ha dichiarato il primo ministro Abe.

“E’ importante che il summit tra il presidente Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un fornisca l’occasione per fare importanti passi avanti sulla questione della denuclearizzazione completa della penisola coreana”, ha dichiarato il capo segretario di Gabinetto giapponese, Yoshihide Suga.

Il governo di Tokyo, da un lato, desidera ribadire la sua stretta cooperazione e alleanza con gli Stati Uniti prima che avvenga l’incontro tra il presidente Trump e il leader Kim Jong Un. Dall’altro, vuole riaffermare la necessità di mantenere alta la pressione su Pyongyang fino a che non verranno prese misure concrete verso la denuclearizzazione.

Il presidente Trump ha ventilato la possibilità che alla fine del summit a Singapore con il leader Kim venga firmato un accordo per porre fine allo stato di guerra che caratterizza i rapporti tra Corea del Nord e Corea del Sud dalla fine della guerra di Corea nel 1953. In caso di esito positivo dell’incontro, inoltre, il presidente americano ha sottolineato l’eventualità che il clima di massima pressione, esercitato sulla Corea del Nord tramite l’imposizione di sanzioni, venga ridotto.

Il primo ministro Abe ha già incontrato il presidente Trump il 17 e il 18 aprile nella residenza di Mar-a-Lago in Florida. Durante tale incontro i due leader avevano discusso della questione dei missili a corto raggio posseduti dalla Corea del Nord in grado di minacciare il Giappone. “Il presidente Trump è interessato a garantire non solo la sicurezza degli Stati Uniti ma anche dei suoi più stretti alleati. Per questo motivo il presidente ha deciso di impegnarsi per una completa, irreversibile ed inconfutabile denuclearizzazione della penisola coreana”, aveva sottolineato un funzionario della Casa Bianca in risposta alle preoccupazioni giapponesi.

Il primo ministro Abe ha identificato la crisi nordcoreana come la crisi più difficile che il Giappone abbia dovuto affrontare a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Nonostante la lunga e proficua alleanza del Paese con gli Stati Uniti, si sta diffondendo il timore che l’America possa trovare un accordo con il leader Kim Jong Un per proteggere le sue città da un possibile attacco nucleare, lasciando, tuttavia, il Giappone vulnerabile.

“L’eterno timore del Giappone è di essere tagliato fuori dalle negoziazioni con la Corea del Nord. Se questo dovesse accadere, la special relationship tra Abe e Trump si dimostrerebbe vuota e priva di senso”, ha affermato Brad Glosserman, professore presso la Tama University.

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Alice Barberis

di Redazione

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