Elezioni in Iraq: Parlamento ordina un nuovo conteggio della totalità dei voti

Pubblicato il 7 giugno 2018 alle 13:50 in Iraq Medio Oriente

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Il Parlamento iracheno ha votato a favore di un nuovo conteggio degli 11 milioni di voti espressi nelle elezioni parlamentari del 12 maggio, a causa di presunte irregolarità.

I parlamentari hanno anche sollevato dall’incarico i 9 membri della Commissione Elettorale indipendente che aveva supervisionato il processo elettorale e che, il 30 maggio, aveva deciso di intervenire, a seguito delle accuse di frode, annullando i voti espressi in 1.021 seggi elettorali. La decisione di contare nuovamente i voti è stata presa a seguito di numerose accuse di frode elettorale. Secondo quanto riportato dall’inviato a Baghdad di Al-Jazeera English, Charles Stratford, diversi distretti della capitale hanno esposto lamentele riguardo ai risultati delle elezioni. “I reclami erano stati sollevati da un certo numero di partiti provenienti da tutto il Paese, nel giorno successivo al voto, e abbiamo ascoltato l’insoddisfazione da parte del Governo Regionale Curdo (KRG) e delle province a prevalenza sunnita di Anbar, Salah Al-Din e Diyala”, ha riferito Stratford.

Tuttavia, l’annullamento della totalità dei voti è avvenuta a seguito della denuncia da parte di una commissione ministeriale di ” violazioni pericolose”, avvenute durante le elezioni. Il primo ministro Al-Abadi ha accusato l’utilizzo di dispositivi elettronici di conteggio dei voti e, secondo i servizi di intelligence iracheni, i test delle macchine per il voto, usate per la prima volta in queste elezioni, hanno prodotto risultati alterni, avvalorando la tesi delle presunte irregolarità. Secondo i dispositivi elettronici di conteggio, la coalizione Al-Nasr del premier uscente Al-Abadi è risultata la terza forza politica, guadagnando soli 42 seggi. La coalizione Sairoon del religioso sciita Al-Sadr è riuscita, invece, a conquistare 54 dei 328 seggi. Secondo Secondo l’emittente qatarina, la performance di questa coalizione ha rappresentato l’insoddisfazione dell’elettorato iracheno nei confronti della corruzione diffusa e delle politiche disfunzionali dell’élite politica del Paese. Le promesse elettorali della coalizione di Sairoon prevedevano, invece, l’aiuto ai poveri, la costruzione di scuole e ospedali, soprattutto nelle aree colpite dall’ISIS e l’opposizione netta rispetto a qualsiasi ingerenza straniera in Iraq, sia iraniana sia statunitense.

Prima delle elezioni, Teheran aveva dichiarato pubblicamente che non avrebbe permesso alla lista di Al-Sadr di governare l’Iraq, importante alleato dell’Iran, con il quale condivide un confine. Tuttavia, Al-Sadr, a seguito del risultato elettorale, aveva incontrato Hadi Al-Amiri, leader del blocco filo-iraniano, per discutere la formazione di un governo. Secondo una dichiarazione dell’ufficio di Al-Sadr, durante l’incontro i due rivali avevano discusso i risultati delle elezioni. “Il processo di formazione del governo deve essere una decisione nazionale e, soprattutto, deve prevedere la partecipazione di tutti i blocchi vincitori”, affermava la dichiarazione. Sebbene, secondo i risultati contestati, la coalizione di Al-Sadr abbia vinto il maggior numero di seggi in Parlamento, questa sarebbe comunque lontana dalla maggioranza assoluta, 165 seggi, e avrebbe necessitato dell’appoggio di altre forze politiche per essere in grado di governare. A seguito dell’annullamento della totalità delle votazioni, la formazione di un nuovo governo appare lontana e, fino a quando verrà scelto un nuovo primo ministro, l’ex premier Al-Abadi rimarrà in carica e conserverà tutti i suoi poteri.

Le elezioni irachene,  le prime dopo la sconfitta dello Stato Islamico nel Paese, sono state caratterizzate da violenze, oltre che da presunte irregolarità. Il 6 maggio, ad una settimana dal voto, un candidato era stato ucciso nella propria abitazione, in un attacco rivendicato dall’ISIS. Il 25 maggio, due bombe artigianali avevano preso di mira il quartier generale del Partito Comunista Iracheno, che fa parte del blocco vincitore di Al-Sadr.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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