Singapore: ministro degli Esteri si recherà in Corea del Nord

Pubblicato il 6 giugno 2018 alle 18:45 in Corea del Nord Singapore

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Il ministro degli Affari Esteri di Singapore, Vivian Balakrishnan, si recherà a Pyongyang giovedì 7 e venerdì 8 giugno per discutere con il presidente del cerimoniale e della Supreme People’s Assembly, Kim Yong Nam, dei preparativi del summit previsto il 12 giugno tra Corea del Nord e Stati Uniti.

Il leader nordcoreano, Kim Jong Un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avevano concordato il 10 maggio di incontrarsi a Singapore per discutere direttamente della denuclearizzazione della penisola coreana. “Il tanto atteso incontro tra me e Kim Jong Un avrà luogo a Singapore il 12 giugno. Cercheremo entrambi di renderlo un momento speciale per la pace mondiale”, aveva scritto su Twitter il presidente Trump.

La scelta è ricaduta su Singapore in virtù sia della sua prossimità geografica alla Corea del Nord sia della sua neutralità sulla questione della denuclearizzazione della penisola coreana. L’incontro tra i due leader si svolgerà alle 9 presso l’albergo Capella, situato sull’isola di Sentosa.

A Singapore è già arrivato un team della Casa Bianca, composto da esperti in ambito militare, tecnico, medico e di sicurezza con l’obiettivo di portare a termine i preparativi in vista del summit. Nel frattempo, il presidente Trump sta ricevendo rapporti quotidiani sulla Corea del Nord da parte del team di sicurezza nazionale.

La realizzazione concreta del summit è stata minacciata più volte nel corso delle ultime settimane. In seguito a una serie di dichiarazioni pubblicate dalla Corea del Nord, che aveva cancellato un summit con la Corea del Sud e protestato sia contro le esercitazioni militari congiunte tra Seoul e Washington che contro la richiesta di eliminazione completa del proprio arsenale nucleare, il 24 maggio, con una lettera indirizzata a Kim, Trump aveva deciso di annullare l’incontro, da lui definito inappropriato dopo le recenti dichiarazioni e l’ostilità di Pyongyang.

Il giorno dopo, il 25 maggio, il regime nordcoreano aveva rilasciato un documento nel quale veniva sottolineata l’intenzione di sedersi al tavolo delle trattative con gli Stati Uniti per risolvere i problemi e raggiungere l’obiettivo di pace nella penisola coreana. Dopo questa dichiarazione, nella serata del 25 maggio, Trump aveva deciso di riprendere i contatti con la sua controparte, dichiarando che Washington voleva aprire un “dialogo produttivo” con Pyongyang riguardo l’incontro. Il 27 maggio, come previsto, alcuni funzionari statunitensi sono partiti per Singapore, dove hanno incontrato la controparte nordcoreana per discutere la logistica dell’incontro tra i due leader di Washington e Pyongyang.

Successivamente, il 30 e il 31 maggio il vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori nordcoreano, Kim Yong Chol, ha incontrato a New York il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e a Washington il presidente Trump.

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Alice Barberis

di Redazione

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