Mozambico: uomini armati di machete uccidono 7 persone

Pubblicato il 6 giugno 2018 alle 11:09 in Africa Mozambico

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Alcuni uomini armati di machete hanno ucciso 7 persone e appiccato il fuoco a 164 abitazioni, martedì 5 giugno, nella provincia di Cabo Delgado, nel nord-est del Mozambico. Tale regione, da ottobre 2017, è teatro di simili attacchi diretti contro le forze di sicurezza e i civili.

Secondo le fonti locali, tra le persone uccise nell’attacco ci sarebbero anche due ragazzi di 15 e 16 anni. Il portavoce della polizia locale, Inacio Dina, ha riferito ai giornalisti dell’agenzia di stampa francese AFP che, a suo parere, gli assalitori fanno parte del gruppo che ha decapitato 10 persone lo scorso 27 maggio, nella medesima regione. In occasione di quell’attacco, le autorità avevano già inviato rinforzi per rafforzare la sicurezza nell’area. Dina ha altresì affermato che il gruppo potrebbe essere collegato ai 9 “insorti”, in possesso di fucili d’assalto e documenti in lingua araba, che sono stati uccisi dalle forze di sicurezza domenica 3 giugno. Alcuni funzionari e civili locali si sono riferiti al gruppo di aggressori chiamandolo “al-Shabab”, tuttavia, non ci sarebbero collegamenti noti con l’organizzazione terroristica attiva in Somalia che porta lo stesso nome.

L’ultimo attacco, avvenuto tra il 25 e il 27 maggio, si era svolto in un villaggio nei pressi della città di Palma, vicino al confine tra il Mozambico e la Tanzania, nonché in prossimità di uno dei più grandi giacimenti di gas offshore del mondo, localizzato nel bacino di Rovuma al largo della costa settentrionale del Mozambico, che non sarebbe ancora stato sfruttato. A tale proposito, stando a quanto riferito da Al-Jazeera English, Palma si starebbe preparando a diventare il nuovo hub del gas naturale nel Paese.

Secondo Alex Vines, analista del think-tank londinese Chatham House, l’anticipazione dello sviluppo del business del gas avrebbe contribuito ad aumentare il senso di disuguaglianza tra i residenti di Cabo Delgado, incentivando lo sviluppo della militanza, in particolare tra i giovani. Per Vines, è altresì importante che il governo del Mozambico non reagisca alla crescente ondata di attacchi con una risposta violenta.

Il Mozambico, che ha ottenuto l’indipendenza dal Portogallo nel 1975, soffre ancora degli effetti di una guerra civile, iniziata nel 1977 e durata 16 anni, che si è conclusa nel 1992. Tale conflitto aveva visto contrapporsi le forze del Fronte di Liberazione del Mozambico (FRELIMO) e le forze ribelli della Resistenza Nazionale Mozambicana (RENAMO). Ad oggi, i rapporti tra le due parti sono ancora tesi, e la situazione potrebbe riaggravarsi.  L’aumento degli attentati nel nord rappresenta un’ulteriore minaccia per la stabilità del Paese dove, il prossimo anno, è previsto che si tengano le elezioni generali. All’inizio di maggio 2018, il Parlamento ha approvato un disegno di legge che punisce gli atti di terrorismo con pene detentive fino a 24 anni. I vasti giacimenti di gas, scoperti al largo di Palma nel 2011, potrebbero trasformare l’economia del Paese, che attualmente è una delle più povere del continente africano. Secondo gli analisti, il Mozambico potrebbe persino diventare il terzo esportatore mondiale di gas naturale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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