Etiopia: anche il Parlamento approva la revoca dello stato di emergenza

Pubblicato il 5 giugno 2018 alle 16:40 in Africa Etiopia

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Il Parlamento etiope ha approvato, martedì 5 giugno, la decisione del governo di revocare lo stato di emergenza nel Paese, interrompendolo due mesi prima di quanto previsto. È quanto ha riferito l’agenzia di stampa Reuters, annunciando che l’assemblea ha passato la bozza di legge già approvata dal governo il 3 giugno. In quell’occasione, il gabinetto si era riunito per valutare la situazione della sicurezza e aveva osservato che “la legge e l’ordine sono stati ripristinati nel Paese”. In seguito, Fitsum Arega, capo dello staff dell’attuale premier, aveva rilasciato una dichiarazione su Twitter per annunciare la notizia. “Il Consiglio dei Ministri ha revisionato la situazione di sicurezza del Paese. Ha notato che la legge e l’ordine sono stati riportati e ha approvato una bozza di legge per eliminare lo stato di emergenza. Il documento verrà inviato al Parlamento per la sua discussione”.

La coalizione governativa aveva dichiarato lo stato di emergenza il 16 febbraio, dopo che l’ex primo ministro, Hailemariam Desalegn, aveva rassegnato le dimissioni il 15 febbraio a causa delle proteste politiche scoppiate in seguito all’approvazione di un piano di sviluppo per la capitale, Addis Abeba, fortemente contestato. Lo stato di emergenza, che era previsto durasse 6 mesi, comportava una serie di restrizioni alla popolazione per mantenere l’ordine pubblico e garantire la sicurezza, tra cui il divieto di sciopero, di manifestare e di organizzare o partecipare a riunioni non autorizzate.

Il 27 marzo è stato eletto il nuovo premier Abiy Ahmed, ex tenente-colonnello dell’esercito. Da quando ha assunto la carica di primo ministro, ha promesso “un nuovo inizio politico” per il Paese, che includerebbe l’avvio di riforme democratiche e la fine delle proteste attraverso varie riforme in materia di sicurezza. Da quando ha inaugurato il suo mandato, Ahmed si è anche impegnato a far passare alcuni provvedimenti in favore del rilascio di migliaia di prigionieri, accusati di terrorismo o incitamento alla rivoluzione, in genere membri dell’opposizione negli anni del governo di Desalegn.

Nel suo rapporto 2017/2018, Amnesty International ha denunciato le violazioni dei diritti umani, la carente libertà di espressione, le detenzioni arbitrarie e le torture che continuano a verificarsi nonostante il ricambio politico e ha sottolineato che riforme più incisive sono necessarie.

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Chiara Gentili

di Redazione

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