Somalia: al Shabaab riconquista città di Muqokori

Pubblicato il 4 giugno 2018 alle 17:00 in Africa Somalia

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In Somalia, il gruppo militante di matrice islamista al Shabaab ha riconquistato la piccola città di Muqokori, nel centro del Paese, dopo che era stata abbandonata, circa un mese fa, dalle truppe governative. Alcune fonti locali hanno riferito che i combattimenti sono iniziati sabato 2 giugno e, secondo quando riportato da un testimone all’agenzia di stampa Reuters, “dopo un’ora di combattimento, le forze governative se ne sono andate e al Shabaab, che ha attaccato da vari fronti, è riuscito a riprendere il controllo”.  

I militanti islamisti hanno dichiarato che 47 soldati governativi sono morti durante gli scontri. “Abbiamo i loro cadaveri”, ha annunciato Abdiasis Abu Musab, portavoce delle operazioni militari di al Shabaab, aggiungendo che nel corso dell’offensiva i jihadisti hanno catturato quattro veicoli e dozzine di armi.

Dal canto loro, i soldati del governo hanno sostenuto che gli insorti non avevano ancora preso il pieno controllo della città quando i soldati sono stati costretti a ritirarsi per ragioni strategiche. “C’erano solo pochi uomini stanziati sul luogo e questi hanno dovuto lasciare la città per motivi tattici”, ha rivelato a Reuters il maggiore Abdullahi Aden, senza dare nessuna notizia sulle vittime.

L’organizzazione terroristica di al Shabaab, in arabo “la gioventù”, affiliata di al-Qaeda, è attiva in Somalia dal 2006. I militanti combattono per rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’ONU e dall’Occidente, e imporre nel Paese una severa interpretazione della legge islamica, la sharia. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007 assistendo l’esercito africano nella guerra contro i terroristi. Dopo essere stati espulsi dalla capitale nell’agosto 2011, i jihadisti hanno cominciato a perdere altre numerose roccaforti sparse nel Paese. Tuttavia, al Shabaab resta una grave minaccia, con i suoi combattenti che effettuano ripetutamente bombardamenti contro obiettivi civili e militari a Mogadiscio e altre città della Somalia.

Il Country Report on Terrorism 2016 del governo americano ha inserito il Paese africano al primo posto tra gli Stati considerati rifugi sicuri del terrorismo in Africa. Quando il presidente americano, Donald Trump, ha iniziato il mandato presidenziale, il 20 gennaio 2017, ha giurato di voler eliminare la minaccia jihadista da diversi Stati, tra cui la Somalia. Ne è conseguito che, tra il gennaio e il novembre 2017, gli Stati Uniti hanno compiuto 30 bombardamenti aerei contro i militanti di al-Shabaab, di cui 14 soltanto nel mese di agosto, segnando una forte crescita rispetto al numero delle operazioni svolte negli anni precedenti. L’attacco più mortale compiuto dall’organizzazione terroristica in Somalia si è verificato il 14 ottobre 2017, a Mogadiscio, dove l’esplosione di alcune autobombe ha ucciso più di 500 persone. L’ultimo episodio, invece, si è verificato il 9 maggio, quando almeno 5 persone sono morte in un’esplosione in un mercato della capitale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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