Etiopia: approvata legge per eliminare stato di emergenza

Pubblicato il 3 giugno 2018 alle 8:50 in Africa Etiopia

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Dopo aver constatato che “la legge e l’ordine” sono stati riportati nel Paese, l’Etiopia ha approvato una bozza di legge per eliminare lo stato di emergenza, della durata di 6 mesi, imposto il 16 febbraio scorso dalla coalizione governativa.

Le autorità avevano imposto lo stato di emergenza dopo che l’ex primo ministro del Paese, Hailemariam Desalegn, aveva rassegnato le dimissioni il 15 febbraio, a causa di “agitazioni e crisi politiche” in Etiopia e altre motivazioni. Lo stato di emergenza comporta una serie di restrizioni alla popolazione per mantenere l’ordine pubblico e garantire la sicurezza, tra cui il divieto di sciopero, di manifestare e di organizzare o partecipare a riunioni non autorizzate. In seguito, il 27 marzo, Desalegn era stato sostituito da Abiy Ahmed. Da quando ha assunto la carica di primo ministro, Abiy ha promesso “un nuovo inizio politico”, che dovrebbe comprendere l’avvio di riforme democratiche e in materia di sicurezza, per porre fine alle proteste che hanno caratterizzato il Paese negli ultimi tre anni.

Fitsum Arega, il capo dello staff dell’attuale premier, ha rilasciato una dichiarazione su Twitter per annunciare la notizia. “Il Consiglio dei Ministri ha revisionato la situazione di sicurezza del Paese. Ha notato che la legge e l’ordine sono stati riportati e ha approvato una bozza di legge per eliminare lo stato di emergenza. Il documento verrà inviato al Parlamento per la sua discussione”. Non è stato specificato quando la bozza verrà sottoposta a tale scrutinio, tuttavia, secondo Al Jazeera in lingua inglese, i membri del Parlamento sosterranno la decisione.

Le tensioni politiche in Etiopia sono emerse novembre 2015 per via del Master Plan, un piano adottato dalle autorità di Addis Abeba, che mirava a espandere il territorio della capitale a discapito degli abitanti della regione di Oromo, la più grande e la più popolosa del Paese. Nonostante il progetto fosse stato cancellato nel mese di gennaio 2016, le proteste sono continuate, diffondendosi anche nella regione di Amhara e, gradualmente, nel resto del Paese. I cittadini hanno cominciato altresì a chiedere la liberazione dei prigionieri e il riconoscimento di maggiori diritti per gli abitanti di Oromo e Amhara così che, dal 3 gennaio, il governo di Addis Abeba ha rilasciato più di 7.000 prigionieri per cercare di sedare le tensioni, senza tuttavia riuscirvi.

Le violazioni dei diritti umani, la carente libertà di espressione, le detenzioni arbitrarie insieme alle torture e al rapimento dei bambini sono state denunciate anche da Amnesty International, che ne rapporto 2017/2018 sottolinea che, nonostante il cambiamento della guida politica, la situazione , al momento, non è ancora cambiata rispetto agli anni passati.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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