Dialogo tra Corea del Nord e Stati Uniti

Pubblicato il 1 giugno 2018 alle 18:00 in Corea del Nord USA e Canada

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I governi della Corea del Nord e degli Stati Uniti si stanno confrontando per decidere se realizzare il meeting previsto a Singapore per il 12 giugno tra il presidente Trump e il leader Kim Jong Un. “Riteniamo che ci stiamo muovendo nella giusta direzione durante le consultazioni in atto”, ha dichiarato Sung Kim, ambasciatore americano nelle Filippine.

Il 27 maggio una squadra di funzionari americani si era recata a Pyongyang per prendere accordi in vista del summit di Singapore. Il team di funzionari americani comprendeva l’ambasciatore americano presso le Filippine, Sung Kim, il vicesegretario per la Difesa degli affari di sicurezza dell’Asia e del Pacifico, Randall Scrhiver, e la direttrice degli affari coreani del Consiglio di Sicurezza della Casa Bianca, Allison Hooker.

Il 29 maggio, inoltre, il vicepresidente del Comitato centrale del partito dei lavoratori, Kim Yong Chol, aveva raggiunto New York per incontrare il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, con l’obiettivo di confrontarsi sulle possibili divergenze tra i due Stati in merito al processo di denuclearizzazione della penisola coreana. Gli Stati Uniti continuano a chiedere alla Corea del Nord di abbandonare completamente il proprio programma nucleare mentre il governo di Pyongyang rimarca la necessità di mantenere tale programma per garantire la propria sicurezza nazionale.

Sebbene entrambe le parti abbiano compiuto progressi significativi, il segretario di Stato Pompeo ha rimarcato il fatto che non vi possa essere una soluzione rapida al problema. “La Corea del Nord deve scegliere un nuovo percorso, completamente diverso da quello perseguito dal Paese negli ultimi decenni. Per questo motivo non bisogna sorprendersi delle possibili pause e difficoltà che si incontreranno lungo il cammino”, ha precisato il segretario di Stato Pompeo.

Il programma nucleare sviluppato dalla Corea del Nord rappresenta una minaccia seria per il governo di Washington. Pertanto l’obiettivo principale del presidente Trump durante i negoziati con Pyongyang consiste nell’eliminare tale minaccia.

Il leader Kim Jong Un ha rifiutato le precedenti richieste di disarmo nucleare unilaterale provenienti dagli Stati Uniti. Le prime minacce nordcoreane di ritirarsi dal summit previsto a Singapore per il 12 giugno giungevano proprio alla luce di questa pressione esercitata dal governo di Washington. La risposta dura del presidente Trump di voler annullare definitivamente il summit, tuttavia, ha spinto Pyongyang a ritornare sulla strada del dialogo.

In una dichiarazione rilasciata il 25 maggio si leggeva: “Vogliamo far sapere agli Stati Uniti che abbiamo intenzione di sederci al tavolo delle negoziazioni con loro per risolvere i problemi in qualsiasi momento. Il nostro obiettivo rimane invariato e faremo tutto ciò che è in nostro potere per la pace e la stabilità della penisola coreana”.

Il clima di confronto che sta caratterizzando i rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord sembra essersi esteso anche tra le due Coree. Venerdì 1 giugno, il governo di Seoul e il governo di Pyongyang si sono accordati per aprire un tavolo di negoziazione sulle questioni militari e sul ricongiungimento delle famiglie separate dalla guerra di Corea terminata nel 1953.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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