Attacco a Liegi: ISIS rivendica

Pubblicato il 31 maggio 2018 alle 8:40 in Belgio Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ISIS ha rivendicato l’attacco di Liegi di martedì 29 maggio, riferendo che l’azione è stata eseguita da “un soldato del califfato”, un linguaggio che, come spiega il New York Times, il gruppo terroristico utilizza quando in realtà non ha alcun legame con l’aggressore. La dichiarazione è stata rilasciata la sera di mercoledì 30 maggio dall’agenzia di stampa dei terroristi Amaq.

La mattina del 29 maggio, il 31enne Benjamin Herman, detenuto in libertà per un permesso di due giorni, ha ucciso 3 persone a Liegi, in quello che le forze di sicurezza locali hanno definito subito “un attacco terroristico”. Secondo quanto riportato dalla polizia, l’aggressore, che è stato ucciso dal fuoco degli agenti, avrebbe urlato “Allahu Akbar”, “Dio è grande” in arabo. Reuters ha riferito che l’uomo era fuori dal carcere da lunedì 28 maggio, giorno di permesso in cui gli era stato concesso di uscire. Secondo ricostruzioni, l’attentatore, armato di coltello, ha attaccato 2 poliziotte intorno alle 10:30 del mattino, pugnalandole, presso un viale del centro di Liegi, situata al confine con la Germania. Subito dopo, ha rubato le loro pistole, aprendo il fuoco contro i passanti, uccidendo un 22enne a bordo di un’auto ferma. Dopodichè, l’aggressore si è diretto verso un liceo vicino, prendendo in ostaggio una dipendente, facendo scattare un ulteriore intervento delle forze di sicurezza. Prima di eliminarlo, i poliziotti accorsi sul luogo sono stati feriti in numerosi.

Le autorità belghe, in allerta dagli attacchi terroristici dell’ISIS che hanno colpito Parigi e Bruxelles nel corso degli anni passati, hanno riferito che non si aspettavano un attacco imminente. Il premier Charles Michel ha porto le condoglianze alle famiglie delle vittime, riferendo che è ancora troppo presto per stabilire le cause dell’incidente. Il ministro dell’Interno belga, Jan Jambon, ha rivelato che il Herman aveva commesso un omicidio la notte prima dell’attentato.

Il Belgio ha una popolazione superiore a 11 milioni, il cui 5-7% è di religione musulmana. Secondo le stime del Soufan Group, entro la fine del 2015, circa 470 foreign figthers belgi sono partiti per la Siria e l’Iraq per arruolarsi tra le fila dello Stato Islamico, facendo diventare il Belgio il quarto Stato dell’Unione Europea, dopo la Francia, la Germania e il Regno Unito, per numero di combattenti stranieri. Dei 470 individui che hanno raggiunto l’ISIS in Medio Oriente, circa 118 sarebbero rientrati in Patria.

Nel 2017, il Belgio è stato teatro di attacchi terroristici di minore entità rispetto a quelli del 2016. Il primo si è verificato il 20 giugno scorso, quando il 36enne marocchino Oussama Z. è stato abbattuto dalle forze di sicurezza belghe nella Gare Centrale di Bruxelles, dopo aver cercato di innescare un’esplosione, inneggiando al jihad. Nessuno è stato ferito e la stazione non ha subito alcun danno. L’uomo viveva nel distretto di Molenbeek della capitale belga, e aveva assemblato da solo l’ordigno che, secondo la polizia, avrebbe causato un’esplosione di piccola entità. Il secondo attacco è avvenuto il 25 agosto 2017, quando il 30enne somalo Haashi Ayaanle ha accoltellato 2 soldati nel centro di Bruxelles, nelle vicinanze del Grand Place. Nonostante i due incidenti non abbiano causato vittime, l’attenzione delle autorità belga e della comunità internazionale è tornata a focalizzarsi sull’attività terroristica di matrice jihadista in Belgio. Per quanto riguarda il 2016, la mattina del 22 marzo, 3 attentati suicidi coordinati hanno avuto luogo a Bruxelles, due dei quali presso l’aeroporto internazionale di Zaventem e uno presso la stazione metropolitana di Maalbeek. Sono morte complessivamente 35 persone, compresi i tre attentatori, mentre circa 300 civili sono rimasti feriti. L’attacco è stato rivendicato dall’ISIS. Il 6 agosto 2016, 2 poliziotti sono stati feriti a Charleroi a colpi di machete da un attentatore che è stato ucciso dal fuoco di un altro agente. Infine, il 5 ottobre 2016, due ufficiali delle forze di sicurezza sono stati feriti in un altro attacco con arma bianca a Schaerbeek. L’attentatore, ancora una volta, è stato neutralizzato da un poliziotto.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.