Ungheria: IOM lancia campagna contro il traffico di esseri umani

Pubblicato il 29 maggio 2018 alle 10:06 in Immigrazione Ungheria

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L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha lanciato una campagna contro il traffico di esseri umani in Ungheria, dove migliaia di persone ogni anno sono vittima dello sfruttamento sessuale e del lavoro. Secondo le stime dell’organizzazione dell’Onu, sarebbero tra 5.000 e 20.000 i coinvolti nel mercato del sesso, mentre circa il doppio in quello del lavoro nero.

La campagna, avviata alla fine di maggio, sta diffondendo messaggi preventivi ai gruppi vulnerabili di persone, considerate più a rischio di finire nella tratta di esseri umani, e anche alle porzioni di popolazioni che vivono nelle aree del Paese più interessate da tali fenomeni, tra cui Baranya, Borsod-Abauj-Zemplèn, Szabolcs-Azatmar-Beger e Nograd. “È importante sottolineare che le diverse forme del traffico di esseri umani possono coinvolgere chiunque, nella maggior parte dei casi tali sfruttamenti non sono il risultato di rapimenti, ma con il consenso ottenuto tramite falsi pretesti”, ha spiegato il capo dell’ufficio dell’IOM in Ungheria, Balazs Lehel.

Ricerche condotte prima dell’avvio della campagna hanno evidenziato un allarmante basso livello di consapevolezza da parte della popolazione ungherese. A tale proposito, Balazs Lehel ha riferito che circa il 40% degli intervistati risponderebbe ad annunci di lavoro che non indicano  il nome dell’azienda o del datore di lavoro, rischiando di finire nelle mani dei trafficanti. Il sondaggio ha altresì rivelato che più dell’80% degli intervistati è convinto che si diventa vittima del traffico di esseri umani solo attraverso i rapimenti ed i crimini violenti. Secondo quando riportato il capo dell’IOM Ungheria, le vittime della prostituzione e dei lavori forzati, generalmente, affidano i loro soldi e la loro vita ai trafficanti, i quali fanno false promesse come una vita migliore, un lavoro più pagato all’estero e una relazione perfetta.

La campagna di sensibilizzazione dell’IOM è rivolta all’audience più esposto al rischio del traffico sessuale e del lavoro, attraverso canali multipli, come i social media, siti internet dedicati, video di denuncia e persino incontri ed eventi dal vivo con la popolazione. Ad avviso dell’organizzazione dell’Onu, oltre a raggiungere potenziali vittime, è importante accrescere la consapevolezza ed aumentare la responsabilità civica tra gli spettatori del fenomeno. A tal fine, è previsto che, durante gli incontri con la popolazione, esperti dell’IOM e della polizia ungherese visitino scuole e istituzioni dedicate ai bambini per informare in merito alla pericolosità del traffico di esseri umani nelle aree più a rischio. Nel frattempo, l’ufficio dell’IOM a Budapest ha inaugurato una mostra fotografica al riguardo rivolta agli studenti tra i 14 e i 18 anni.

Il Trafficking in Persons Report 2017 del governo americano riferisce che, da anni, l’Ungheria è un Paese fonte, di transito e di destinazione per uomini, donne e bambini oggetto del lavoro forzato e dello sfruttamento sessuale. I gruppi più vulnerabili sono formati dalle fasce più povere della popolazione, dai richiedenti asilo, dai minori non accompagnati e dai senzatetto. Le donne e i bambini, in particolare, sono vititma dello sfruttamento sessuale in Ungheria e all’estero, soprattutto in Europa, con numero molto alti registrati in Olanda, Belgio, Germania, Italia, Irlanda, Austria, Svizzera e Regno Unito. Donne e uomini ungheresi, invece, sono più a rischio di lavori forzati in Ungheria e soprattutto in Regno Unito, Olanda, Belgio, Irlanda, Austria, Germania e Canada. Ad avviso del governo americano, le autorità ungheresi non raggiungono gli standard minimi necessari per l’eliminazione di tali traffichi, anche se si stanno impegnando molto per migliorare. A tale proposito, il governo di Budapest, nel 2017, ha emendato il codice penale nazionale per sequestrare gli asset dei trafficanti, addestrare e formare il personale giudiziario e cooperare con forze dell’ordine straniere su indagini congiunte.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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