Corea del Nord: alto funzionario in viaggio verso gli Stati Uniti

Pubblicato il 29 maggio 2018 alle 18:30 in Corea del Nord USA e Canada

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Il vicepresidente del Comitato centrale del partito dei lavoratori, Kim Yong Chol, è in viaggio verso New York per discutere con gli alti funzionari americani in merito alla possibilità che il summit, previsto per il 12 giugno a Singapore tra Stati Uniti e Corea del Nord, abbia luogo.

“Abbiamo messo insieme un’ottima squadra per le negoziazioni previste con la Corea del Nord. Attualmente stanno avendo luogo alcuni incontri in merito al summit previsto con il leader Kim Jong Un mentre Kim Yong Chol, vicepresidente della Corea del Nord, si sta dirigendo verso New York”, ha scritto su twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

L’ultima visita di un alto funzionario della Corea del Nord negli Stati Uniti risale al 2000 quando il maresciallo Jo Myong Rok ha incontrato l’allora presidente Bill Clinton presso la Casa Bianca. Kim Yong Chol, oltre a ricoprire la carica di vicepresidente, è uno dei migliori agenti militari dell’intelligence di Pyongyang e ha contribuito a coordinare gli incontri avvenuti in Corea del Nord tra il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e il leader Kim Jong Un.

Nel 2010 e nel 2016 Kim Yong Chol era stato inserito nella lista nera da Stati Uniti e Corea del Sud per il supporto dimostrato nei confronti del programma missilistico e nucleare di Pyongyang. Durante lo svolgimento dell’incarico di membro dell’intelligence nordcoreana, il governo di Seoul, inoltre, lo ha accusato di aver ideato una serie di attacchi mortali effettuati nel 2010 contro un’isola sudcoreana e una nave della marina militare.

Il suo arrivo negli Stati Uniti è considerato da molti analisti come un gesto di apertura da parte del presidente Trump, il quale starebbe cercando di capire se la Corea del Nord sia disposta o meno a compiere determinati passi verso la completa denuclearizzazione della penisola coreana.

Dopo la decisione presa dal presidente Trump, giovedì 24 maggio, di annullare il summit previsto per il 12 giugno a Singapore tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, il governo di Pyongyang aveva rilasciato una dichiarazione, venerdì 25 maggio, in cui affermava di voler continuare sulla strada del dialogo avviata con Washington. “Vogliamo far sapere agli Stati Uniti che abbiamo intenzione di sederci al tavolo delle negoziazioni con loro per risolvere i problemi in qualsiasi momento. Il nostro obiettivo rimane invariato e faremo tutto ciò che è in nostro potere per la pace e la stabilità della penisola coreana”, recitava la dichiarazione nordcoreana.

L’annuncio del presidente Trump di volersi ritirare dal dialogo aperto con Pyongyang giungeva a seguito delle minacce di ritirarsi dal dialogo con gli Stati Uniti, qualora questi avessero continuato ad esercitare pressione in vista della completa denuclearizzazione della penisola coreana, presentate dalla Corea del Nord il 15 maggio.

L’atteggiamento della Corea del Nord sembra essere tornato più conciliante nei confronti degli Stati Uniti. Mentre il vicepresidente Kim Yong Chol è diretto verso New York, il capo di Stato maggiore nordcoreano, Kim Chang Son, è in volo verso Singapore, location nella quale dovrebbe tenersi l’incontro tra il leader nordcoreano Kim Jong Un e il presidente americano Trump.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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