Canada: “inquietudini” commerciali con gli Stati Uniti

Pubblicato il 26 maggio 2018 alle 9:10 in USA e Canada

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Il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha parlato con il presidente americano, Donald Trump, sottolineando forti preoccupazioni in merito a un’inchiesta statunitense, recentemente avviata, inerente alle importazioni di auto e camion.

Nella giornata di venerdì 25 maggio, i due leader nord-americani si sono incontrati per discutere alcuni punti commerciali, tra cui in primis le negoziazioni relative al North American Free Trade Agreement (NAFTA); a tale proposito, entrambi i diplomatici hanno convenuto che è tempo di portare a termine le trattative. A renderlo noto è stato, in un primo momento, il gabinetto di Trudeau; la notizia è stata successivamente confermata anche da un comunicato della Casa Bianca, il quale ha divulgato che Trump e Trudeau “hanno discusso del NAFTA e di altre problematiche economiche e commerciali”, senza scendere nel dettaglio. Inoltre, l’ufficio di Trudeau ha reso noto che il premier canadese ha manifestato al capo di Stato americano forti e crescenti preoccupazioni riguardo all’investigazione della Sezione 232 degli Stati Uniti, la quale sta esaminando le importazioni di automezzi dal Paese vicino. Il comunicato del governo canadese precisa che tale indagine è allarmante in virtù dell’integrazione mutualmente vantaggiosa delle industrie automobilistiche canadese e americana.

L’amministrazione Trump, nel corso della penultima settimana di maggio, ha avviato un’inchiesta di sicurezza nazionale sulle importazioni di automezzi, la quale potrebbe condurre il Paese a stabilire nuovi dazi doganali simili a quelli imposti sull’acciaio e sull’alluminio nel mese di marzo. La mossa di Washington è stata vista da molti, tra i quali lo stesso Trudeau, come una strategia finalizzata a esercitare pressioni relativamente ai negoziati in corso per il NAFTA. Sembra che siano proprio le forniture automobilistiche uno dei principali punti critici all’interno delle trattative tra i Paesi firmatari del trattato commerciale.  Durante un’intervista rilasciata giovedì 24 maggio ai giornalisti dell’agenzia di stampa Reuters, Trudeau ha spiegato che l’indagine statunitense in questione è basata su una logica inconsistente, e che a suo avviso fa parte delle manovre che Washington sta mettendo in atto al fine di esercitare pressioni sul Canada per rinegoziare le condizioni dell’accordo commerciale in seno al NAFTA.

Venerdì 25 maggio, il ministro dell’Economia del Messico – anch’esso Paese firmatario del North American Free Trade Agreement – ha affermato che c’è all’incirca il 40% di possibilità di riuscire a concludere le trattative inerenti al NAFTA prima che si svolgano le elezioni presidenziali nel Paese, le quali sono state fissate al prossimo primo luglio.

L’Accordo nordamericano per il libero scambio (NAFTA) era stato firmato il 17 dicembre 1992 dall’ex presidente messicano, Carlos Salinas de Gortari, dall’ex presidente statunitense, George W. Bush, e dall’ex premier canadese, Brian Mulroney. Entrato in vigore l’1 gennaio 1994, il patto proteggeva la proprietà intellettuale, stabiliva l’immediata revoca dei dazi doganali su metà dei prodotti statunitensi in entrata in Messico e Canada e imponeva la rimozione di restrizioni presenti su beni quali tessili, computer, motoveicoli, componenti d’auto e prodotti agricoli.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sin dalla sua campagna elettorale aveva definito il patto “un disastro” e aveva spesso minacciato di tirarsene fuori, a meno che le parti non avessero applicato sostanziali cambiamenti alle condizioni, sostenendo che gli unici beneficiari dell’accordo erano Messico e Canada. Ad agosto 2017 le tre parti avevano quindi aperto una serie di negoziati per modificare il patto, senza tuttavia raggiungere risultati significativi. Trump aveva poi comunicato che sarebbe rimasto flessibile fino a dopo le elezioni messicane per negoziare il NAFTA poiché, a suo dire, è difficile trattare su alcuni aspetti prima di tale evento.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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