Corea del Nord: aperta al dialogo con gli Stati Uniti

Pubblicato il 25 maggio 2018 alle 18:40 in Corea del Nord USA e Canada

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Il governo della Corea del Nord ha rilasciato una dichiarazione, venerdì 25 maggio, in cui annuncia la sua intenzione di continuare sulla strada del dialogo avviata con gli Stati Uniti. “Vogliamo far sapere agli Stati Uniti che abbiamo intenzione di sederci al tavolo delle negoziazioni con loro per risolvere i problemi in qualsiasi momento. Il nostro obiettivo rimane invariato e faremo tutto ciò che è in nostro potere per la pace e la stabilità della penisola coreana”, si legge nella dichiarazione nordcoreana.

La dichiarazione di Pyongyang segue l’annuncio della decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di cancellare il summit previsto con il leader Kim Jong Un il 12 giugno a Singapore. In una lettera indirizzata al leader Kim, il presidente Trump ha affermato, giovedì 24 maggio: “Sfortunatamente, sulla base dell’aperta ostilità dimostrata nelle recenti dichiarazioni della Corea del Nord, ritengo che sarebbe inappropriato tenere questo summit a lungo pianificato”.

Il 15 maggio il governo di Pyongyang aveva minacciato di ritirarsi dal dialogo con gli Stati Uniti, qualora questi avessero continuato ad esercitare pressione sulla Corea del Nord in vista della completa denuclearizzazione della penisola coreana. In un comunicato rilasciato dal primo viceministro della Corea del Nord, Kim Kye Gwan, inoltre, venivano criticate le esercitazioni militari congiunte tra Seoul e Washington, 2018 Max Thunder, iniziate l’11 maggio. L’evento era stato descritto dalla Corea del Nord come una mossa per esercitare ulteriore pressione e per provocare Pyongyang, mettendo in pericolo la situazione favorevole che si era creata nella penisola coreana.

Choe Son Hui, viceministro presso il ministero degli Affari Esteri nordcoreano, aveva alimentato il clima di ostilità definendo il vicepresidente americano un “politico stolto” per aver paragonato la Corea del Nord alla Libia dal punto di vista degli armamenti nucleari. “Se gli Stati Uniti ci incontreranno in una sala riunioni o in una resa dei conti con l’arma nucleare dipenderà esclusivamente dalle decisioni e dai comportamenti assunti dal governo di Washington”, aveva aggiunto il viceministro Choe.

La decisione presa dal presidente Trump, giovedì 24 maggio, è stata criticata da alcuni rappresentanti del partito democratico, i quali l’hanno ritenuta una mossa pericolosa che potrebbe favorire esclusivamente il governo di Pyongyang. “Ritengo che l’unico modo per risolvere questa situazione sia attraverso la diplomazia. Qualsiasi opzione militare è accompagnata da rischi estremi, per questo mi pare sconcertante la decisione presa dal presidente Trump”, ha aggiunto il senatore democratico del Maryland, Ben Cardin. Il partito repubblicano, invece, ha accolto la decisione del presidente Trump di cancellare il summit previsto con il leader nordcoreano, Kim Jong Un, come una forte mossa di negoziazione.

La dichiarazione conciliatoria di Pyongyang, emessa venerdì 25 maggio, è stata accolta positivamente dal presidente americano Trump. “La calorosa e produttiva dichiarazione della Corea del Nord rappresenta una notizia molto positiva. Vedremo dove ci porterà. Speriamo verso un periodo di pace e prosperità”, ha scritto su Twitter il presidente Trump.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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