Guinea: il presidente nomina il nuovo primo ministro

Pubblicato il 23 maggio 2018 alle 7:00 in Africa Guinea

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente della Guinea, Alpha Conde, ha nominato Ibrahima Kassory Fofana nuovo primo ministro. L’incarico gli è stato affidato martedì 22 maggio, pochi giorni dopo la decisione dell’ex premier, Mamady Youla, di dare le dimissioni insieme a tutto il suo governo, giovedì 17 maggio.

Fofana è stato ministro dell’Economia e delle Finanze nel 1997 e fa parte dell’entourage del presidente. La sua nomina a primo ministro si inserisce in un contesto di conflitti e tensioni che hanno scosso il Paese a partire dalle elezioni locali del 4 febbraio 2018. In quell’occasione, il partito del presidente Conde, Raduno del Popolo guineano (RPG), aveva sconfitto la coalizione guidata dalla cosiddetta Unione delle Forze democratiche della Guinea (UFDG). L’opposizione ha contestato i risultati elettorali, sostenendo che fossero macchiati da brogli, e ha intrapreso una battaglia di protesta che si è protratta, con alcune battute d’arresto, fino ai giorni scorsi. All’inizio di aprile, gli oppositori avevano sospeso le manifestazioni e i disordini per iniziare un dialogo con le autorità. Tuttavia, frustrati dagli esiti delle trattative, lunedì 13 maggio hanno ricominciato gli scioperi e le proteste nella capitale, Conakry, interrompendo le attività commerciali in tutta la città. Dopo l’intervento di mediatori internazionali provenienti soprattutto dagli Stati Uniti e di rappresentanti dell’Unione Europea, mercoledì 15 maggio, l’opposizione ha annunciato una nuova interruzione delle manifestazioni, sottolineando che il dialogo interno con le autorità guineane sulla controversia elettorale è fallito.             

I due mesi di proteste dopo le elezioni di febbraio hanno provocato la morte di almeno 12 persone. Gli oppositori temono inoltre che il presidente provi a modificare la costituzione per potersi proporre per un terzo mandato alle elezioni presidenziali previste per il 2020. Conde, tuttavia, non ha ancora specificato le sue intenzioni. Il presidente non si è espresso nemmeno sul rimpasto governativo degli ultimi giorni, ma un rappresentante della presidenza, che ha preferito rimanere anonimo, ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters che Conde, nello scegliere il nuovo primo ministro, voleva ricercare “un uomo con esperienza e capace di prendere decisioni”.

La leadership di Conde è stata anche più volte contestata da dipendenti pubblici e residenti di città ricche di risorse minerarie che hanno espresso il loro disappunto per la mancanza di miglioramenti nei servizi pubblici e nelle opportunità di lavoro. Nonostante il Paese sia uno dei più ricchi in Africa termini di riserve minerarie, la sua popolazione resta una delle più povere. La Guinea è il principale produttore africano di bauxite, utilizzato per la produzione di alluminio, e possiede notevoli riserve di ferro.

Secondo i gruppi d’opposizione, la stampa e le organizzazioni umanitarie attive sul territorio, da aprile 2011, sono 94 le persone che sono state uccise in Guinea, soprattutto per colpi di arma da fuoco, nelle varie dimostrazioni politiche che si sono svolte durante la leadership di Conde.

Dopo essere stato eletto presidente per la prima volta nel dicembre 2010, Alpha Conde è stato rieletto, per il secondo mandato, nell’ottobre 2015, assicurandosi la vittoria al primo turno con il 58% dei voti in parlamento. Il leader dell’opposizione, Cellou Dalein Diallo, aveva dichiarato invalido il voto, denunciando il presidente di corruzione. Tuttavia l’Unione Europea aveva affermato che, nonostante alcuni problemi logistici, il risultato era valido. Quella del 2010 è stata la prima elezione democratica del Paese da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, nel 1958. La nomina di Conde ha però sollevato alcune tensioni etniche nel Paese dal momento che il presidente fa parte del gruppo etnico Malinke, che rappresenta il 35% della popolazione nazionale, mentre l’altro candidato, Diallo, appartiene al gruppo etnico Peul, di cui fa parte il 40% della popolazione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.