Visita premier etiope in Arabia Saudita: concordato il rilascio di 1000 prigionieri etiopi

Pubblicato il 22 maggio 2018 alle 6:15 in Africa Etiopia

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Il premier etiope, Abiy Ahmed, ha concordato il rilascio di 1000 prigionieri etiopi dalle prigioni saudite con il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman. L’accordo è stato raggiunto durante la visita ufficiale del premier in Arabia Saudita, venerdì 18 e sabato 19 maggio.

La richiesta del primo ministro etiope giunge a seguito di numerose denunce da parte di migranti africani, i quali prestano servizio nelle nazioni più ricche del Medio Oriente, principalmente in qualità di domestici e operai.  Nel 2015, Human Rights Watch aveva dichiarato, in un report, che molti fra i migranti arrestati in Arabia Saudita sono sottoposti ad abusi e condizioni degradanti. Da parte sua, Riad ha sempre smentito simili accuse, dichiarando di aver permesso ai lavoratori illegali di lasciare il Paese su base volontaria.

Durante l’incontro, Abiy ha altresì chiesto il rilascio di Mohammed Hussein Al Amoudi, un miliardario saudita di origine etiope che era stato arrestato nel novembre 2017, nel corso di una campagna anticorruzione lanciata dal governo di Riad. “L’incarcerazione di un etiope è l’incarcerazione di tutti gli etiopi. Abbiamo fatto richiesta, siamo sicuri che sarà rilasciato molto presto”, ha dichiarato Abiy. Da parte loro, le autorità saudite hanno negato di aver mal gestito la campagna anticorruzione, che era stata istituita, per volere di re Salman, il 4 novembre del 2017, e aveva portato all’arresto di 11 principi e 38 ex ministri.

I due leader hanno poi discusso di questioni bilaterali, regionali e globali di reciproco interesse, stabilendo altresì di rafforzare la cooperazione nei settori del turismo, dell’agricoltura e dell’energia, nonché di condurre uno studio per realizzare l’interconnessione elettrica tra i due Paesi. Il principe Salman si è inoltre impegnato a incoraggiare gli imprenditori sauditi a investire in Etiopia.

L’Etiopia e l’Arabia Saudita mantengono buone relazioni diplomatiche, sebbene la questione dell’immigrazione abbia causato alcune tensioni. Nello specifico, nel 2013, le autorità saudite avevano annunciato di voler espellere tutti i migranti illegali dal regno, allo scopo di aumentare i posti di lavoro destinati ai cittadini sauditi e per motivi di sicurezza nazionale. Infine, il 29 marzo del 2017, il governo di Riad aveva ordinato a tutti gli immigrati irregolari etiopi di lasciare il regno. Di fronte al rifiuto di molte persone di lasciare il Paese, per evitare una deportazione di massa e una crisi diplomatica con Riad, il governo etiope aveva predisposto 40,000 visti di uscita per i cittadini etiopi in procinto di lasciare il regno saudita. Successivamente, poiché soltanto 45,000 persone erano rientrate in Etiopia, il governo di Addis Abeba aveva chiesto il prolungamento dell’amnistia, per permettere alle restanti centinaia di migliaia di cittadini di lasciare volontariamente il Paese del Golfo. Infine, il 26 luglio, Riad aveva concesso altri 30 giorni di tempo, riferendo che, alla loro scadenza, i cittadini etiopi senza documenti presenti nel regno sarebbero stati arrestati e deportati con la forza. Al momento, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, i funzionari di Riyadh stanno espellendo più di 500.000 migranti etiopi illegali. Finora, circa 160.000 sono tornati nel Paese del Corno d’Africa.

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Federica Patanè

di Redazione

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