Stati Uniti: Trump accusa FBI di infiltrazione nella sua campagna elettorale

Pubblicato il 19 maggio 2018 alle 15:08 in USA e Canada

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Il presidente statunitense, Donald Trump, venerdì 18 maggio ha attaccato il Dipartimento di Giustizia suggerendo che l’FBI potrebbe aver inserito o assunto un informatore nella sua campagna presidenziale del 2016.

Trump ha citato alcuni resoconti secondo i quali almeno un rappresentante dell’FBI sarebbe stato “impiantato” per motivi politici nel team della sua campagna. “Se è vero, sarà il più grande scandalo politico di tutti i tempi!” ha commentato il leader su Twitter. L’ex sindaco di New York e avvocato personale del presidente, Rudolph Giuliani, ha immediatamente affermato che la notizia non è certa e che né lui né Trump sono sicuri del fatto che ci sia stato effettivamente un informatore estraneo nel team della campagna, nonostante da tempo era stato detto loro dell’esistenza di un qualche tipo di infiltrazione. Secondo il New York Times, l’informatore è ben noto a Washington, poiché ha servito durante precedenti amministrazioni repubblicane e, in passato, è stato altresì una fonte di informazioni per la CIA.

Alcuni repubblicani hanno domandato al Dipartimento di Giustizia di fornire i documenti classificati riguardanti il presunto informatore, ma i funzionari hanno respinto la richiesta. Il democratico senior al Comitato d’intelligence del Senato, Mark Warner, ha sconsigliato ai membri del Congresso di diffondere informazioni relative alle fonti dell’FBI. L’uomo ha spiegato che sarebbe irresponsabile e illegale da parte loro utilizzare la propria posizione per minare le indagini riguardanti l’interferenza russa nelle elezioni statunitensi.

Il direttore dell’FBI, Christopher Wray, che è stato nominato da Trump stesso, ha sottolineato il bisogno di proteggere tutti coloro che collaborano con le forze dell’ordine e con i funzionari dell’intelligence.

Trump e alcuni dei suoi alleati sospettano che alcuni elementi all’interno del Dipartimento di Giustizia stiano cercando di minare la sua amministrazione. Il Consigliere speciale, Robert Mueller, inoltre, sta indagando su una possibile connessione tra il team della campagna presidenziale dell’attuale leader e la Russia, ipotesi respinta da Trump stesso, che ha più volte definito Mueller “un cacciatore di streghe”. Mosca ha altresì respinto le accuse di aver influenzato le elezioni presidenziali del 2016.

Riguardo la sua intromissione nel team di Trump, l’FBI non ha rilasciato alcun commento. Il New York Times, citando persone vicine ai fatti, ha ricordato che l’agenzia aveva già inviato un suo informatore a un incontro con due consiglieri della campagna di Trump, Carter Page e George Papadopoulos, dopo che aver ricevuto alcune prove riguardo contatti sospetti con la Russia durante la corsa per le presidenziali. Lo scorso autunno, Papadopoulos si era detto colpevole di aver mentito all’FBI riguardo i suoi contatti con la Russia. L’agenzia dei servizi segreti, Page e Papadopoulos non hanno rilasciato alcun commento riguardo il resoconto del New York Times.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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