FBI: più di 1.000 lupi solitari pronti a colpire gli Stati Uniti

Pubblicato il 17 maggio 2018 alle 14:22 in USA e Canada

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Secondo le stime dell’FBI, negli Stati Uniti sono presenti almeno 1.000 lupi solitari pronti a compiere attentati.

Il direttore dell’ente investigativo americano, Christopher Wray, mercoledì 16 maggio, ha reso noto che sono in corso più di 1.000 indagini su sospettati che avrebbero la capacità di colpire il territorio statunitense per finalità terroristiche. L’FBI, ha spiegato Wray, sta seguendo anche altre 1.000 indagini su terroristi interni che minacciano la sicurezza del Paese, che includono i militanti dei gruppi di estrema destra, dei gruppi difensori violenti degli animali e dell’aborto e delle organizzazioni di estrema sinistra. Ammontano quindi a più di 2.000 i potenziali terroristi pronti a colpire gli Stati Uniti. La rivelazione è stata effettuata nel corso di una riunione del Senato, durante la quale il capo dell’FBI ha spiegato che i lupi solitari, quali individui spesso già radicalizzati, al momento, costituiscono la priorità assoluta dell’ente investigativo. I più di 1000 sospettati sono sparsi in tutti i 50 Stati, ha specificato Wray. A suo avviso, la cosa più difficile è collegare tutte le informazioni che l’FBI possiede in relazione a tali individui, per cercare di costruire un quadro generale più ampio.

Nonostante sia stata decretata la sconfitta militare dello Stato Islamico sia in Siria, sia in Iraq, rispettivamente il 6 e il 9 dicembre 2017, il gruppo terroristico rimane una minaccia per la stabilità della regione, per gli Stati Uniti e per il mondo intero secondo l’amministrazione americana ed i suoi esperti di terrorismo. L’allarme lanciato il 16 maggio dal capo dell’FBI è stato il quinto dal dicembre 2015, ed è arrivato a pochi giorni di distanza dall’annuncio del presidente Donald Trump in merito alla cattura di 5 leader dell’ISIS che erano tra i più ricercati. Il 12 maggio, l’ISIS ha rivendicato un attacco con coltello avvenuto a Parigi, in cui è morta una persona. L’ultima minaccia diffusa dai militanti dello Stato Islamico contro gli Stati Uniti risale al mese di dicembre, in seguito all’annuncio di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Sempre a dicembre 2017, durante una riunione a Capitol Hill, Wray aveva descritto l’evoluzione che l’ISIS stava compiendo, riferendo che c’erano una notizia buona e una cattiva. Quella buona era la sconfitta militare in Medio Oriente, mentre quella cattiva riguardava l’esortazione effettuata dai leader del gruppo a tutti i lupi solitari del mondo a compiere attacchi nei propri Paesi di residenza. Ad oggi, tale minaccia è più alta che mai.

Secondo quanto riferito il 16 maggio, l’FBI è sulle tracce di individui che sono potenziali terroristi ispirati all’ISIS. Dal primo gennaio alla metà di maggio del 2018, 4 individui processati hanno confessato di essere legati all’organizzazione terroristica, mentre c’è stato solo un arresto legato allo Stato Islamico. Un’indagine compiuta dalla CNN rivela che, nel 2018, è stato registrato un forte calo nel numero di processi per terrorismo. Dall’altra parte, il Dipartimento di Giustizia americano ha declinato qualsiasi commento al riguardo, chiedendo all’emittente televisiva di presentare una richiesta formale attraverso il Freedom of Information Act. La CNN informa che il picco nel numero di processi legati all’ISIS è stato nel 2015, quando 57 persone sono state accusate di supportare materialmente l’organizzazione. Nel 2016, tale numero è sceso a 34, mentre nel 2017 a 26. L’emittente specifica che è probabile che dall’inizio dell’anno siano stati più di 4 i processi, in quanto l’FBI non rende noti tutti gli arresti che effettua.

Negli ultimi anni, gli attacchi terroristici legati all’ISIS negli Stati Uniti che hanno causato morti sono stati 3. Il primo è stato quello del 15 dicembre 2015 a San Bernardino, in California, dove una coppia di attentatori originari del Pakistan, armata di fucili automatici, ha aperto il fuoco contro una folla di 22.000 persone, uccidendone 14 e ferendone altre 24, durante una festa di Natale presso il Country Department of Public Health. Il secondo attentato connesso allo Stato Islamico in cui sono morte 49 persone, mentre altre 58 sono state ferite, è stato quello del 12 giugno 2016, presso la discoteca gay Pulse a Orlando, in Florida. L’attentatore, l’americano Omar Mateen, è stato a sua volta ucciso dal fuoco della polizia. Il terzo attentato negli Stati Uniti, rivendicato dall’ISIS, in cui sono state uccise diverse persone è stato quello del 31 ottobre 2017, a New York. Quel giorno, il 29enne uzbeko Sayfullo Saipov, alla guida di un furgone bianco, si è schiantato lungo una pista ciclabile, molto affollata, nel quartiere Lower Manhattan di New York, uccidendo 8 persone e ferendone altre 11.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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