Elezioni in Iraq: in testa il leader sciita Moqtada Al-Sadr

Pubblicato il 14 maggio 2018 alle 13:15 in Iraq Medio Oriente

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I risultati preliminari delle elezioni parlamentari irachene, che si sono tenute nel Paese sabato 12 maggio, vedono in testa la coalizione politica guidata dal leader religioso sciita, Muqtada Al-Sadr.

Il 12 maggio, l’Iraq ha organizzato le prime elezioni parlamentari da quando il Paese ha dichiarato vittoria contro lo Stato Islamico, il 9 dicembre 2017. Gli elettori sono stati chiamati a scegliere chi, tra i 7000 i candidati nelle 18 provincie del Paese, avrebbe occupato i 329 seggi del Parlamento iracheno. Più della metà dei 24,5 milioni di aventi diritto al voto non hanno preso parte alle elezioni. Si è trattato del più alto tasso di astensione dalle elezioni multipartitiche, che si erano svolte il 30 gennaio 2005, dal momento che soltanto il 44% degli elettori avrebbe espresso il proprio voto.

In occasione delle elezioni parlamentari, verrà nominato anche il primo ministro iracheno, che avrà il compito di guidare l’Iraq per il periodo di quattro anni. Una volta che la Corte Suprema irachena avrà ratificato gli esiti della votazione, il Parlamento dovrà riunirsi entro il periodo di 15 giorni per eleggere il suo presidente, con una maggioranza di due terzi. A sua volta, questa figura dovrà eleggere il primo ministro. I candidati alla carica di premier iracheno sono il primo ministro uscente, Haider al-Abadi, il suo predecessore, Nuri al-Maliki, e il comandante dell’organizzazione Badr, sostenuta dall’Iran, Hadi al-Amiri.

In Iraq, il primo ministro detiene il potere esecutivo e viene nominato capo delle forze armate. Secondo quanto stabilito dalla Costituzione irachena, la carica di primo ministro è riservata a un membro della comunità sciita. In seguito alla caduta dell’ex presidente iracheno, Saddam Hussein, il 9 aprile 2003, in Iraq è stato instaurato un governo sciita, che ha sostituito il regime sunnita di Saddam. Secondo quanto previsto dalla Costituzione irachena del 2005, le principali cariche dello Stato rappresentano le tre comunità principali del Paese: sunniti, sciiti e curdi. Il presidente della repubblica è esponente della comunità curda, il primo ministro di quella sciita e il presidente del parlamento di quella sunnita.

È ancora in corso lo spoglio dei voti, il cui esito definitivo verrà comunicato ufficialmente nella serata di lunedì 14 maggio. Nonostante ciò, dai primi risultati emersi, si evince che sia in testa la coalizione politica del leader sciita Al-Sadr. Il secondo partito che avrebbe ottenuto il maggior numero dei voti sarebbe un’alleanza di candidati legati ad Hadi Al-Amiri, comandante dell’organizzazione Badr, sostenuta dall’Iran, ovvero l’ala militare del Supremo Consiglio Islamico Iracheno, un partito politico che raccoglie consensi dalla comunità sciita. Il partito dell’attuale primo ministro iracheno, Haider Al-Abadi, si troverebbe al terzo posto.

Tale risultato ha contraddetto le stime che erano state fatte dagli analisti negli ultimi mesi, secondo le quali il primo ministro uscente sarebbe stato il favorito, dal momento che aveva guidato l’Iraq durante l’occupazione dello Stato Islamico, riuscendo a sconfiggere l’organizzazione terroristica. Al contrario di Al-Abadi, che è alleato sia degli Stati Uniti sia dell’Iran, Al-Sadr è un nemico di entrambi i Paesi e contrario al fatto che Teheran e Washington esercitino la loro influenza in Iraq.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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