Iraq: scontri nel giorno delle elezioni

Pubblicato il 13 maggio 2018 alle 11:23 in Iraq Medio Oriente

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Sabato 12 maggio, due partiti politici curdi si sono scontrati a Sulaymaniyya, nell’Iraq del nord, in seguito alle accuse di brogli elettorali.

I membri del partito Movement for Change, noto anche come Gorran, e altri 3 partiti curdi hanno accusato il partito dell’Unione Patriottica del Kurdistan (PUK), che storicamente controlla la città, di frode elettorale. In seguito, tra le parti si è verificato uno scontro a fuoco che, tuttavia, non ha causato vittime. I funzionari del PUK hanno dichiarato che il loro partito ha vinto la maggioranza dei seggi provinciali alle elezioni parlamentari irachene, nonostante non sia stato ancora rilasciato alcun risultato ufficiale.

Non si tratta dell’unico scontro avvenuto in collegamento con le elezioni. Nella stessa giornata, 3 uomini sono stati uccisi da una bomba esplosa nella loro auto, nella provincia di Kirkuk. Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco e ha minacciato di perpetrarne altri durante le elezioni. Delle vittime, 2 erano elettori e 1 uno scrutatore. Il governatore dell’area, Rakan al-Jubouri, ha ordinato il coprifuoco da mezzanotte fino alle 6 del mattino ora locale, per prevenire tensioni settarie o eniche tra le comunità curde, arabe e turkmene.

Sabato 12 maggio si sono svolte le prime elezioni parlamentari irachene da quando il Paese ha dichiarato la sua vittoria contro l’ISIS, il 17 novembre 2017. L’affluenza, tuttavia, è stata bassa, poiché solamente il 44% degli aventi diritto ha votato, ossia circa 10 milioni di iracheni. Sabato pomeriggio, meno del 20% dei residenti della capitale, Baghdad, si erano recati a votare.

Secondo i funzionari, la scarsa partecipazione è dovuta a una combinazione di misure di sicurezza troppo strette, all’apatia dei votanti, al coprifuoco e ad alcune irregolarità dovute al nuovo sistema elettorale elettronico. Nella provincia di Kirkuk, infatti, è stato ordinato il conteggio manuale dei voti, poiché il sistema aveva prodotto un risultato “illogico”. Inoltre, il basso afflusso di votanti potrebbe essere dovuto al divieto di circolazione per veicoli privati e pubblici, lasciando solamente le auto delle forze di sicurezze e dei politici libere di muoversi. Al Jazeera in lingua inglese ha riportato le testimonianze di alcuni cittadini, che hanno spiegato di non essersi recati a votare poiché le urne erano troppo lontane e irraggiungibili senza i mezzi. Per questo motivo, l’attuale premier del Paese, Haider al-Abadi, nel pomeriggio ha parzialmente eliminato il divieto di circolazione, con l’obiettivo di migliorare la partecipazione elettorale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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