Le reazioni dell’Europa all’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare

Pubblicato il 10 maggio 2018 alle 16:21 in Europa

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In seguito all’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano, avvenuta martedì 8 maggio, le principali potenze dell’Unione Europea hanno reagito congiuntamente. Germania, Francia e Regno Unito hanno immediatamente espresso la propria preoccupazione soprattutto in merito alla re-imposizione di sanzioni dagli USA nei confronti di Teheran e dei Paesi che hanno avviato finanziamenti in Iran.

I ministri degli esteri di Francia, Germania e Regno Unito dovrebbero incontrare dei rappresentanti del governo iraniano lunedì 14 maggio per “considerare l’intera situazione”, ha dichiarato il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian, alla radio RTL il 9 maggio. Le maggiori potenze europee proveranno a “preservare” i benefici economici che l’Iran ha ottenuto dalla sospensione delle sanzioni previste dall’accordo, ha aggiunto Le Drian.

Il presidente francese Emmanuel Macron, salito in carica il 14 maggio 2017, ha parlato con il suo corrispettivo iraniano Hassan Rouhani al telefono nel tardo pomeriggio del 9 maggio e ha espresso il desiderio francese di “rimanere nell’accordo”. L’ufficio del presidente ha emanato una dichiarazione che afferma che: “Il presidente Macron e il presidente iraniano sono d’accordo di continuare a lavorare insieme, congiuntamente agli altri Stati firmatari dell’accordo per implementare l’accordo e preservare la stabilità nella regione”. Macron ha assicurato a Rouhani che la Francia è determinate a mantenere vivo l’accordo, ed ha incoraggiato Teheran a fare lo stesso.

In un commento separato, il ministro dell’economia francese Bruno Le Marie ha detto che: “Non è accettabile che gli Stati Uniti si assumano il ruolo di polizia dell’economia mondiale”.

Boris Johnson, il ministro degli esteri britannico, non ha intenzione di uscire dall’accordo. Ha dichiarato che il Regno Unito farà il possibile per preservare i propri interessi economici in Iran. Johnson ha detto, davanti al Parlamento inglese, che ora l’onere di proporre una nuova soluzione per la proliferazione nucleare in Iran passa agli Stati Uniti.

Il ministro delle finanze tedesco, Olaf Scholz, ha detto il 9 maggio che farà il possibile per preservare le aziende europee dalle ripercussioni dell’uscita statunitense dall’intesa. 

Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza dal 1 novembre 2014, la quale aveva avuto un ruolo chiave nella firma dell’accodo sul nucleare il 14 luglio 2015, ha dichiarato che l’Unione Europea è determinata a preservare la validità dell’accordo e a far sì che esso raggiunga il suo scopo, che è garantire che l’Iran non sviluppi un’arma nucleare.

In una dichiarazione congiunta, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo ministro britannico Theresa May ed Emmanuel Macron hanno espresso il loro rimpianto e preoccupazione per la decisione di Trump.   

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di Redazione

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