Lavrov: ritiro USA da accordo nucleare con Iran viola risoluzione ONU

Pubblicato il 10 maggio 2018 alle 21:00 in Iran Russia

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Nel corso di una conferenza stampa, il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergej Lavrov, ha affermato che con la decisione di ritirarsi dall’accordo nucleare con l’Iran gli Stati Uniti hanno violato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

“Suscita seria preoccupazione la decisione dell’amministrazione USA di ritirarsi dal piano d’azione globale congiunto, violando così indiscutibilmente la risoluzione № 2231 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la quale legittima l’accordo inquadrandolo nel diritto internazionale”,  ha affermato il ministro Lavrov.

Il capo della diplomazia russa, inoltre, ha tenuto a sottolineare come la reazione della leadership iraniana a seguito di questa decisione sia stata assolutamente equilibrata.

“Poiché occorre valutare tutte le conseguenze di questa discutibile mossa da parte di Washington, qui la fretta sarebbe improduttiva. Spetterà anche a noi oltre a Germania, Francia, Gran Bretagna, Cina e Iran, dare una valutazione sulla vicenda. Lo stiamo già facendo e nel prossimo futuro confronteremo le nostre opinioni”, ha concluso Lavrov.

In precedenza, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dall’accordo con l’Iran e avrebbero ripristinato le sanzioni contro Teheran. 

Il Piano d’azione congiunto globale (Joint Comprehensive Plan of Action) è un accordo internazionale sull’energia nucleare in Iran che è stato raggiunto a Vienna il 14 luglio 2015 tra l’Iran, il P5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti – più la Germania), e l’Unione europea.

I negoziati del piano d’azione congiunto globale sul programma nucleare iraniano sono iniziati con l’adozione del Piano d’azione congiunto, un accordo provvisorio firmato nel novembre 2013 tra l’Iran e i Paesi del P5+1. Nel corso dei venti mesi successivi, l’Iran e i Paesi del P5+1 hanno proseguito i negoziati, fino a raggiungere un accordo quadro sul nucleare iraniano nell’aprile 2015. Nel luglio 2015, l’Iran e il P5+1 hanno stipulato l’accordo.

In base all’accordo, l’Iran ha accettato di eliminare le sue riserve di uranio a medio arricchimento, di tagliare del 98% le riserve di uranio a basso arricchimento e di ridurre di due terzi le sue centrifughe a gas per tredici anni. Per i successivi quindici anni l’Iran potrà arricchire l’uranio solo al 3,67%. L’Iran ha inoltre pattuito di non costruire alcun nuovo reattore nucleare ad acqua pesante per lo stesso periodo. Le attività di arricchimento dell’uranio saranno limitate a un singolo impianto utilizzando centrifughe di prima generazione per dieci anni. Altri impianti saranno convertiti per evitare il rischio di proliferazione nucleare. Per monitorare e verificare il rispetto dell’accordo da parte dell’Iran, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) avrà regolare accesso a tutti gli impianti nucleari iraniani. L’accordo prevede che in cambio del rispetto dei suoi impegni, l’Iran otterrà la cessazione delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (emanate con la risoluzione 1747) a causa del suo programma nucleare.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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