Israele rifiuta le scuse di Abbas sull’Olocausto

Pubblicato il 4 maggio 2018 alle 15:32 in Israele Palestina

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Il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Liberman, ha rifiutato le scuse presentate dal presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, in merito alle sue ultime dichiarazioni sull’Olocausto.

In un post, pubblicato sul suo account Twitter venerdì 4 maggio, il ministro israeliano ha dichiarato: “Abu Mazen è un miserabile negazionista dell’Olocausto, che ha un dottorato in negazionismo dell’Olocausto e, successivamente, ha anche pubblicato un libro sulla negazione dell’Olocausto. Questo è il modo in cui dovrebbe essere trattato. Le sue scuse non sono accettate”.

Le dichiarazioni di Liberman sono giunte dopo che, lo stesso giorno, Abbas aveva presentato ufficialmente le sue scuse, condannando l’antisemitismo e definendo l’Olocausto “il più atroce crimine della storia”. In questa occasione, il presidente palestinese aveva dichiarato: “Se le persone, in particolare il popolo ebraico, si sono sentite offese per le mie affermazioni durante l’incontro del Consiglio nazionale palestinese (PNC), chiedo loro scusa” e ha aggiunto: “Vorrei rassicurare tutti che non è mia intenzione farlo e vorrei ribadire il mio rispetto nei confronti della fede ebraica, così come nei confronti delle altre fedi monoteistiche”.

Lunedì 30 aprile, in occasione della riunione del Consiglio palestinese, che si era tenuto a Ramallah e si è concluso venerdì 4 maggio, il presidente dell’Autorità Palestinese aveva affermato che la persecuzione degli ebrei sarebbe stata causata dal loro stesso comportamento. In questo contesto, Abbas aveva dichiarato che, nell’Europa orientale e occidentale, gli ebrei sarebbero stati sottoposti periodicamente a massacri nel corso dei secoli, che sarebbero culminati con l’Olocausto. Il presidente palestinese aveva altresì affermato: “Perché questo è successo? Loro dicono: è perché siamo ebrei. Vi porterò tre ebrei, con tre libri che vi diranno che l’inimicizia nei confronti degli ebrei non dipende dalla loro identità religiosa, ma dalla loro funzione sociale” e aveva aggiunto: “Questa è una questione diversa. Quindi, la questione ebraica, che era diffusa in tutta l’Europa, non era contro la loro religione, ma contro la loro funzione sociale, che riguarda l’usura, il settore bancario, eccetera”.

Le affermazioni di Abbas erano state immediatamente condannate sia da Israele sia dal Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE). Da parte sua, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aveva accusato il presidente dell’Autorità Palestinese di antisemitismo e di negazionismo dell’Olocausto. Anche l’organismo responsabile per gli affari esteri dell’Unione Europea era intervenuto sulla questione, definendo le parole di Abbas “inaccettabili”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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