La spesa militare globale raggiunge i massimi dai tempi della guerra fredda

Pubblicato il 3 maggio 2018 alle 8:30 in Cina USA e Canada

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Stati Uniti, Cina e Arabia Saudita sono i Paesi che hanno maggiormente contribuito a quella che è stata la spesa militare più alta dai tempi della guerra fredda. Questo è quello che riporta una ricerca pubblicata il 2 maggio dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), che ha stimato per il 2017 un totale di 1,73 trilioni di dollari spesi globalmente per la difesa. Un aumento del 1,1 per cento rispetto all’anno precedente.

Gli Stati Uniti rimangono il primo Paese per spesa militare, con un investimento annuo di 610 miliardi di dollari, un importo che non risulta maggiore di quello degli anni precedenti. La spesa statunitense rappresenta il 35% di quella globale ed è superiore alla somma di quanto speso dai sette Paesi che li seguono nella lista degli importi più ingenti versati nel settore. Tuttavia, per il 2018, è atteso un aumento significativo della spesa americana per la difesa.

La Cina, al secondo posto, risulta aver investito 228 miliardi di dollari e, secondo il SIPRI, è il Paese che ha aumentato maggiormente gli investimenti nel settore. Rispetto a quanto stimato nel 2008, la Cina ha raddoppiato la propria quota di partecipazione alla spesa militare globale, raggiungendo il 13 per cento nel 2017. Arabia Saudita e Russia sono al terzo posto, con 69,4 miliardi di dollari investiti sempre nell’anno 2017. Mosca ha diminuito la propria spesa nel settore bellico del 20 per cento in termini reali, registrando la diminuzione più consistente dal 1998. Il SIPRI attribuisce questo crollo all’impatto avuto sul Paese dalla diminuzione dei prezzi del petrolio.

L’India ha sostituito la Francia al quinto posto, con una spesa militare di almeno 64 miliardi di dollari. La Francia viene subito dopo con 57,8 miliardi, seguono il Regno Unito (47,2 miliardi), il Giappone (45,4 miliardi), la Germania (44,3 miliardi) e la Corea del Sud (39,2 miliardi). In totale, i 29 Paesi NATO hanno speso 900 miliardi di dollari nel 2017, il 52 per cento della spesa militare globale. Nell’Europa centrale ed occidentale si registrano aumenti rispettivamente del 12 e dell’1,7 per cento. Secondo il report, questo aumento è dovuto “in parte, alla percezione di una minaccia crescente da parte della Russia”.

“Perseverare nell’aumento della spesa militare è causa di serie preoccupazioni”, ha affermato il presidente dello Stockholm International Peace Research Institute, secondo il quale “questa situazione rischia di pregiudicare la ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti sparsi per il mondo”. L’istituto di ricerca specifica che i numeri indicati nel report includono i salari, i costi delle operazioni, l’acquisto di armi ed equipaggiamenti e anche i costi relativi alla ricerca e allo sviluppo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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