Iran: ci ritireremo dall’accordo sul nucleare se lo faranno gli USA

Pubblicato il 3 maggio 2018 alle 16:36 in Iran USA e Canada

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L’Iran non rimarrà nell’accordo sul nucleare se gli Stati Uniti si ritireranno, secondo quanto dichiarato dal Consigliere della Guida suprema iraniana per le questioni internazionali, Ali Akbar Velayati.

Giovedì 3 maggio, la televisione di stato iraniana ha trasmesso le parole di Velayati, il quale ha dichiarato: “Se gli Stati Uniti si ritireranno dall’accordo sul nucleare, allora noi non ci rimarremo”. Il Consigliere della Guida suprema ha altresì affermato che l’Iran accetterà il patto così come era stato concepito, ma non ammetterà alcun cambiamento.

Lo stesso giorno, anche il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha postato un video su Twitter, nel quale ha dichiarato: “Durante i miei primi due anni in carica, ho trascorso molto tempo a negoziare con le mie controparti dell’Unione Europea, della Russia, della Cina, della Germania, della Francia, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti. Abbiamo raggiunto un accordo sul programma nucleare iraniano nel 2015. L’abbiamo chiamato JCPOA, o Joint Comprehensive Plan of Action. Secondo il patto, il mio Paese ha acconsentito ad adottare misure concrete per alleviare, in particolare, le preoccupazioni degli Stati Uniti. In cambio, gli USA si sono impegnati a rimuovere le sanzioni e a porre fine agli affari imminenti con l’Iran”. Zarif ha continuato affermando: “In 11 occasioni, il comitato delle Nazioni Unite ha confermato che l’Iran ha adempiuto a tutti i suoi obblighi. Al contrario, gli USA hanno violato l’accordo, in particolare, bullizzando gli altri affinché non facessero affari con l’Iran”.

In merito all’imminente decisione di Washington sull’accordo, il ministro iraniano ha affermato: “Le sfuriate e le minacce non faranno ottenere agli Stati Uniti un nuovo accordo, considerando, in particolare, il fatto che non sta onorando l’accordo in vigore” e ha aggiunto: “L’Iran non rinegozierà ciò che era stato concordato anni fa. Voglio essere chiaro su questo punto una volta per tutte: non acquisiremo la nostra sicurezza dall’esterno né rinegozieremo o amplieremo un accordo che abbiamo già implementato in buona fede”.

Il 14 luglio 2015, l’Iran, insieme alla Germania e ai 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, aveva firmato il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), un accordo che prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Fin dalla propria campagna elettorale, Trump ha definito il patto “un disastro”, affermando di volerne uscire al più presto. Il13 settembre 2017, il leader della Casa Bianca aveva annunciato la de-certificazione del JCPOA, incaricando il Congresso di modificare la legislazione relativa, al fine di contrastare più efficacemente il programma missilistico iraniano, in quanto il patto non impedisce all’Iran di testare missili. L’Unione Europea si è subito schierata a favore dell’accordo nucleare, andando contro alla decisione del presidente americano che, il 12 gennaio 2018 ha deciso di certificare l’accordo nuovamente, ma “per l’ultima volta”, fissando il 12 maggio come termine ultimo entro il quale i leader europei devono risolvere i “terribili difetti dell’accordo”, pena la fuoriuscita degli Stati Uniti dal patto.

Le dichiarazioni di Velayati sono giunte dopo che, lo stesso giorno, giovedì 3 maggio, in occasione di un’intervista con il canale BBC Radio 4, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si era espresso contro l’abolizione dell’accordo sul nucleare, se non ci fosse stata un’alternativa valida. In questo contesto, Guterres ha dichiarato: “Se un giorno ci sarà un accordo migliore che lo sostituirà, va bene, ma non dovremmo abolirlo senza avere una buona alternativa” e ha aggiunto: “Credo che il JCPOA sia un’importante vittoria diplomatica e penso che sarà importante preservarlo, ma credo anche che ci siano aree in cui sarà importante avere un dialogo significativo, dal momento che vedo che la regione si trova in una posizione molto pericolosa. Capisco le preoccupazioni di alcuni Paesi in relazione all’influenza dell’Iran in altri Paesi della regione. Quindi, penso che dovremmo separare le cose”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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