Russiagate: possibilità di un mandato di comparizione per Donald Trump

Pubblicato il 2 maggio 2018 alle 13:03 in USA e Canada

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Il procuratore speciale americano, Robert Mueller, ha avanzato la possibilità di emettere un mandato di comparizione davanti a un gran giurì nel caso in cui il leader statunitense si rifiuti di collaborare al caso Russiagate.

Come riportato dal Washington Post, in riferimento ad un incontro avvenuto ai primi di marzo, i legali del presidente della Casa Bianca avevano precisato che Trump non aveva l’obbligo di rispondere alle domande degli investigatori federali sulle possibili interferenze della Russia nella campagna elettorale americana per le presidenziali del 2016.

Il team del procuratore avrebbe fornito informazioni ai difensori del presidente e, sulla base di questi dettagli, il legale di Trump, Jay Sekulow, avrebbe preparato una lista di 49 domande al quale il leader della Casa Bianca potrebbe essere sottoposto. A pubblicare la lista è stato il New York Times, lunedì 30 aprile. Il contenuto dei quesiti riguarda questioni legate al licenziamento del direttore dell’FBI, James Comey, e ai rapporti con i suoi collaboratori, oltre che l’intenzione di proteggerli ostacolando le indagini dell’FBI. All’epoca la Casa Bianca aveva giustificato il licenziamento, avvenuto il 9 maggio 2017, come conseguenza del coinvolgimento di Comey nell’inchiesta sulle mail della candidata democratica, Hillary Clinton, durante la campagna presidenziale. I democratici avevano sospettato che si trattasse di una mossa della Casa Bianca per coprire le indagini dell’FBI sui rapporti tra lo staff di Trump e il governo russo. Il presidente americano è accusato di avere chiesto a Comey di insabbiare le indagini sui rapporti del precedente consigliere per la sicurezza, Michael Flynn, con i funzionari russi. Oggi, a distanza di mesi, Mueller ha chiesto maggiori spiegazioni in merito alla questione.

L’elenco contiene anche delle domande relative all’incontro avvenuto nella Trump Tower tra i collaboratori dell’allora candidato Trump e gli emissari del governo russo, accusati di aver fornito notizie in merito alla sfidante Hillary Clinton.

Inoltre, gli investigatori vogliono sapere se Trump è a conoscenza di eventuali rapporti tra il comitato per la campagna elettorale, in particolare l’ex presidente Paul Manafort, e gli emissari del governo russo in merito all’appoggio della Russia alla campagna elettorale.

Finora quattro ex collaboratori di Trump si sono dichiarati colpevoli e altri tre stanno collaborando alle indagini. Lo stesso Trump si è dichiarato disposto a dimostrare la sua innocenza, ma i legali lo hanno fermato in tempo per evitare che eventuali dichiarazioni siano lesive nei suoi confronti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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