Federica Mogherini annuncia un miglioramento della situazione in Libia

Pubblicato il 2 maggio 2018 alle 16:11 in Africa Libia

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L’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, ha annunciato che la situazione in Libia starebbe migliorando, citando i recenti appelli per le elezioni e il numero crescente di migranti rientrati nei loro Paesi d’origine.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate in occasione dell’incontro del Quartetto sulla Libia, che si è tenuto al Cairo lunedì 30 aprile, al quale hanno preso parte anche l’inviato dell’ONU in Libia, Ghassan Salamé, l’Alto Rappresentante dell’Unione Africana per il Mali e il Sahel, Pierre Buyoya, e il capo della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit. Durante il meeting, la Mogherini ha dichiarato che oltre 16.000 cittadini africani provenienti da centri di detenzione libici sarebbero ritornati volontariamente nei loro Paesi di origine, evidenziando come questo costituisca un notevole passo avanti rispetto agli anni precedenti.

“Credo che questo sia in parte dovuto al fatto che siamo riusciti a superare le possibili divisioni (…) e coordinato i diversi punti di forza”, ha detto l’alto rappresentante, affermando tuttavia che i progressi sarebbero ancora “limitati”.

Durante l’incontro, la Lega Araba ha nuovamente richiesto che in Libia si tengano elezioni entro la fine del 2018, offrendosi come garante affinchè le votazioni si svolgano in maniera libera e trasparente. In una dichiarazione congiunta, l’Unione Europea, l’Unione Africana, la Lega Araba e le Nazioni Unite hanno affermato che i cittadini libici devono impegnarsi in anticipo a rispettare i risultati di tali elezioni, evitando il ricorso alla violenza e all’intimidazione. Il gruppo ha anche sottolineato la necessità di costituire, in Libia, un esercito unificato che sia posto sotto il comando civile, un obiettivo che sarebbe ancora distante, viste le divisioni attuali e l’esistenza della Libyan National Army (LNA), guidata dal generale Khalifa Haftar.

Già venerdì 27 aprile, in Tunisia, in occasione di un meeting tra il sottosegretario agli Affari Esteri del Consiglio Presidenziale del governo di Tripoli, Lutfi Al-Maghrabi e l’incaricato d’affari libici USA, Stephanie Williams, era stato siglato un accordo per la sicurezza aeroportuale e una lettera di intesa a sostegno dello sviluppo del settore giudiziario in Libia. L’intesa fornisce assistenza tecnica finalizzata al miglioramento del sistema di giustizia criminale in Libia, mentre l’accordo stabilisce l’installazione di un sistema per la verifica dell’autenticità dei documenti di trasporto negli aeroporti e ai confini del Paese.

Le due parti avevano altresì ribadito l’importanza di sostenere congiuntamente gli sforzi necessari a preservare la sovranità e l’integrità territoriale della Libia, sottolineando la necessità di supportare gli sforzi dell’inviato ONU in Libia, Ghassan Salamé, per far avanzare il processo politico e stabilizzare la situazione nel Paese.

In seguito all’uccisione del colonnello Muammar Gheddafi, che governava la Libia dal 1969, avvenuta il 20 ottobre 2011, il Paese è precipitato nel caos e non è ancora riuscito ad effettuare una transizione democratica. Ad oggi, sono presenti due governi rivali: quello di Tripoli, sostenuto da Stati Uniti e Italia, e quello di Tobruk, supportato da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. L’attuale governo di accordo nazionale è stato creato con l’accordo di Skhirat, firmato il 17 dicembre 2015, e si è installato nella capitale il 30 marzo 2016 col supporto dell’ONU. A Tripoli vi è anche un secondo governo, guidato da Khalifa al-Ghuwail e sostenuto dal Qatar, che si oppone a quello riconosciuto dalla comunità internazionale, rivendicando la propria legittimità politica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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