L’Iran tuona contro cooperazione USA – Arabia Saudita

Pubblicato il 30 aprile 2018 alle 14:40 in Iran USA e Canada

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L’Iran ha tuonato contro la cooperazione tra gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita, in quanto, a suo avviso, destabilizzerà il Medio Oriente.

Tale dichiarazione è stata rilasciata dal ministro degli Esteri di Teheran, Bahram Qasemi, in seguito all’incontro tra il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, nominato il 13 aprile, e il sovrano Saudita, domenica 29 aprile. Nell’occasione, Pompeo ha affermato di essere molto preoccupato in merito alle attività maligne iraniane in Medio Oriente, le quali stanno destabilizzando la regione. Il segretario ha altresì esortato i Paesi del Golfo a fare fronte comune contro Teheran, ed ha riferito che gli Stati Uniti abbandoneranno l’accordo sul nucleare con l’Iran il 12 maggio, se gli alleati europei non proporranno una soluzione per modificarlo efficacemente.

“La cooperazione tra gli USA e il regno saudita peggiorerà la crisi in Medio Oriente”, ha dichiarato Qasemi, aggiungendo che le affermazioni di Pompeo sono “infondate e ripetitive” e che, fino a quando i governi regionali necessiteranno l’aiuto dell’Iran, Teheran rimarrà in tali Paesi.

Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), è stato concluso dall’Iran e dai 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, quali USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina e in più la Germania, il 14 luglio 2015, sotto l’amministrazione Obama. Tale accordo prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Fin dalla propria campagna elettorale, il presidente americano, Donald Trump, ha definito il patto “un disastro”, affermando di volerne uscire al più presto. Ne è conseguito che, il 13 settembre 2017, il leader della Casa Bianca ha annunciato la de-certificazione del JCPOA, incaricando il Congresso di modificare la legislazione relativa, al fine di contrastare più efficacemente il programma missilistico iraniano, in quanto il patto non impedisce all’Iran di testare missili. L’Unione Europea si è subito schierata a favore dell’accordo nucleare, andando contro alla decisione del presidente americano che, il 12 gennaio 2018 ha deciso di certificare l’accordo nuovamente, ma “per l’ultima volta”. Il 12 maggio è la scadenza che Trump ha dato ai leader europei per risolvere i “terribili difetti dell’accordo”, o si rifiuterà di certificarlo nuovamente.

L’Unione Europea si è più volte dichiarata contraria alla fuoriuscita degli Stati Uniti dal patto. La Mogherini ha più volte dichiarato che, a suo avviso, nessun Paese può porre fine a una Risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che è stata approvata all’unanimità, che è entrata in vigore e che è stata persino verificata. Da parte sua, l’Iran ha dichiarato che il suo programma nucleare ha obiettivi pacifici, assicurando che si atterrà alle decisioni stabilite dal patto, fin quando gli altri membri lo rispetteranno. Tuttavia, se Washington se ne tirerà fuori, il Paese “distruggerà” l’accordo.

L’Iran è il principale oppositore degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita in Medio Oriente. In tutti i conflitti della regione, Teheran si contrappone a Washington e ai suoi alleati. In Siria, combatte a fianco del presidente Bashar Al-Assad; in Libano, sostiene le milizie sciite di Hezbollah e in Yemen quelle degli Houthi; in Palestina sostiene Hamas contro Israele, contrapponendosi agli USA su tutti i fronti. I rapporti tra i due Paesi sono peggiorati in seguito all’elezione del presidente americano Donald Trump, l’8 novembre 2016. A differenza della linea politica di Barack Obama, che aveva cercato di avvicinarsi l’Iran, suscitando la disapprovazione di Israele e dell’Arabia Saudita, Trump persegue una politica di scontro, volta ad aumentare le tensioni, appoggiata da Israele e dall’Arabia Saudita, anch’essi nemici di Teheran.

Pompeo, 23esimo direttore della CIA dal 23 gennaio 2017, è stato nominato segretario di Stato da Trump il 13 marzo, in seguito al licenziamento di Rex Tillerson da parte del presidente. Il 13 apeile, il Senato ha approvato la sua nomina.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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