Yemen: leader Houthi vuole imporre donazioni obbligatorie

Pubblicato il 29 aprile 2018 alle 10:18 in Medio Oriente Yemen

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Il leader dei ribelli Houthi, Abdulmalik al-Houthi, vuole accelerare il passaggio di una legge controversa che imporrebbe donazioni obbligatorie che costringeranno gli yemeniti a versare somme di denaro alle milizie armate.

Nella serata di sabato 28 aprile, in un lungo discorso trasmesso in televisione, il capo degli Houthi ha chiesto che l’iter della proposta di legge venga completato al più presto, prima del sacro mese del Ramadan. Al-Houthi si è appellato a commercianti e ai cittadini benestanti, per “sostenere l’aspetto materiale e le necessità della guerra”. Ciò potrebbe essere un segno del fatto che, in futuro, i ribelli imporranno ulteriori imposte. Il leader degli Houthi ha altresì sottolineato l’importanza di arruolare e mobilitare il fronte, dove il numero di combattenti è diminuito.

Secondo Al-Arabiya, il documento permette alle milizie dei ribelli di richiedere ciò che viene definito dai musulmani sciiti “khum”, ovvero una donazione obbligatoria, volgendo tuttavia la situazione a loro vantaggio. Il denaro, infatti, dovrà essere versato in banche sotto il controllo degli Houthi.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 21 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere, da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione è stata resa ancora più complessa dall’intervento delle potenze esterne. Da un lato, l’Arabia Saudita è intervenuta direttamente nel conflitto il 26 marzo 2015, a capo della coalizione araba, che supporta il presidente destituito, Rabbo Mansour Hadi. Dall’altro, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. Sia la coalizione a guida saudita sia l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, ampliando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

Martedì 27 febbraio, il sottosegretario generale dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, Mark Lowcock, aveva definito le condizioni dello Yemen “catastrofiche” dopo 3 anni di guerra, con una cifra record di 22,2 milioni di persone che hanno bisogno di aiuto e protezione. Nella stessa occasione, l’ex inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite in Yemen, Ismail Ould Cheikh Ahmed, aveva accusato le parti coinvolte nella guerra civile, il governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, sostenuto dalla coalizione araba, a guida saudita, e gli Houthi, di stare prolungando il conflitto.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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