Trump: nuovo shutdown se non aumenteranno fondi per muro al confine con Messico

Pubblicato il 29 aprile 2018 alle 12:22 in USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sabato 28 aprile ha minacciato di voler porre nuovamente il governo federale in una situazione di shutdown a settembre, se il Congresso non destinerà maggiori fondi per la costruzione del muro al confine con il Messico.

“Se entro il 28 settembre non avremo i fondi per migliorare la sicurezza al confine, non avremo scelta, dovremo bloccare il Paese, perché abbiamo bisogno di salvaguardare le nostre frontiere” ha spiegato Trump, durante un comizio tenutosi a Washington. Il leader statunitense ha sottolineato l’importanza della sicurezza al confine ricordando i centinaia di migranti provenienti dal Centro-America e diretti verso gli Stati Uniti che sono stati respinti dalle autorità lunedì 23 aprile. I migranti erano fuggiti da Guatemala, El Salvador e Honduras a causa di minacce di morte da parte di gang, l’omicidio di parenti o persecuzioni politiche. Secondo Reuters, tuttavia, un blocco governativo prima delle elezioni di metà mandato, che si terranno a novembre, probabilmente non verrà supportato dai repubblicani, che vogliono mantenere il controllo del Congresso.

Trump aveva già minacciato in maniera simile il governo a marzo, per costringere i legislatori a modificare la legge sull’immigrazione, così da impedire ai criminali di entrare nel Paese. Tuttavia, alla fine, il leader statunitense, memore del bisogno del suo Paese di rafforzare il settore militare, aveva approvato un bilancio pari a 1.300 miliardi di dollari, che finanzierà il governo statunitense fino alla fine di settembre. La spesa approvata a marzo aveva destinato una somma pari a 1,6 miliardi di dollari per la costruzione del muro al confine del Messico, ma Trump, che aveva richiesto 25 miliardi, aveva manifestato la propria insoddisfazione, affermando che non avrebbe più approvato un bilancio simile.

Il governo statunitense era stato già posto in una situazione di shutdown tra il 19 e il 20 gennaio, per questioni relative all’immigrazione. I repubblicani e Trump si erano rifiutati di estendere la protezione del programma Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA) su migliaia di giovani immigrati, come proposto dai democratici, che pertanto si erano opposti al passaggio della proposta di legge per finanziare il bilancio del Paese. Il blocco era terminato ufficialmente il 23 gennaio, con l’approvazione, da parte del Congresso, di una legge di bilancio che ha finanziato il governo fino all’8 febbraio. Allo scadere del termine, gli Stati Uniti avevano dovuto affrontare un secondo shutdown, che si era concluso il giorno successivo, il 9 febbraio, con l’approvazione di un aumento di spesa pari a 300 miliardi di dollari.

Lo shutdown comporta che, fino a quando non viene raggiunto un compromesso al Senato, il governo americano si trova tecnicamente senza fondi, così che le agenzie federali in tutto il Paese non possono essere operative.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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