Stati Uniti: l’impatto dell’aumento del prezzo del petrolio

Pubblicato il 27 aprile 2018 alle 16:03 in USA e Canada

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Le conseguenze dell’aumento del prezzo del petrolio nell’economia americana sono di due tipi. Il primo tipo riguarda le società che negli ultimi anni erano cresciute sfruttando i bassi costi energetici, dovuti al crollo del valore del greggio nel 2014, le quali stanno registrando ingenti perdite. Il secondo tipo interessa invece le imprese impiegate nella fornitura di servizi energetici, che stanno traendo consistenti benefici dalla crescita dei prezzi del greggio.  

Tra le aziende che hanno subito perdite economiche vi sono le compagnie di trasporto. La compagnia aerea American Airlines ha recentemente diminuito le prospettive di profitto per l’anno a venire, scelta giustificata in parte dall’aumento medio del 12% del prezzo del carburante nelle ultime due settimane. Il carburante rappresenta una spesa estremamente rilevante nel settore, seconda solo al costo del lavoro. In questo contesto, il direttore esecutivo della società, Doug Parker, ha rivelato che un alto livello dei prezzi del petrolio avrà inevitabilmente un impatto sulla spesa a carico dei consumatori.

In risposta all’aumento della spesa energetica, le compagnie aeree stanno cercando di alleggerire i costi con un aumento dei prezzi, creando un rischio di aumento dell’inflazione. Questo, a sua volta, potrebbe rallentare e appesantire il vulnerabile mercato azionario. Non accadeva dal 2014 che il prezzo del greggio americano di riferimento, il West Texas Intermediate, rimanesse sopra i 60 dollari al barile per la maggior parte dell’anno. Si prevedono consistenti conseguenze in diversi settori, tra i quali il settore dei trasporti su gomma e quello ferroviario, ma potrebbero essere necessarie settimane o mesi perché tali costi possano essere trasferiti sui consumatori.

Tuttavia, la situazione sembra essere sotto controllo, secondo quanto affermato dal direttore esecutivo della Southwest Airlines Co., Gary Kelly. “Penso che siamo nelle condizioni di gestire un reale shock petrolifero” afferma “quello che sta succedendo non è problematico. Se supereremo i 100 dollari a barile, questo significherà che abbiamo qualcos’altro di cui preoccuparci”. Tuttavia, i consumatori americani si ritrovano già a pagare le conseguenze dirette dell’aumento dei prezzi del greggio. Alle pompe di benzina il prezzo medio di 2,80 dollari è il più alto da giugno 2015. L’agenzia statistica americana per l’energia, l’EIA, ha stimato che la famiglia media spenderà circa 190 dollari in più in carburante nel 2018. Un aumento del 9% rispetto all’anno precedente.

Al contrario, tra le aziende che hanno incrementano le proprie entrate vi sono le compagnie energetiche. La Royal Dutch Shell ha registrato il più alto livello di profitti trimestrali dal 2013, quando i prezzi del petrolio avevano raggiunto il picco di 100 dollari al barile. Nello stesso trimestre, la compagnia petrolifera americana ConocoPhillips ha raddoppiato i guadagni. Si prevede che la texana Exxon Mobil Corp. e la californiana Chevron Corp. annunceranno simili incrementi entro la settimana.

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di Redazione

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