Stati Uniti – Giordania: esercitazioni per prevenire attacco nucleare

Pubblicato il 27 aprile 2018 alle 17:23 in Giordania USA e Canada

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Si sono concluse, dopo un addestramento di 12 giorni, le esercitazioni militari tra gli Stati Uniti e la Giordania, iniziate il 15 aprile. Durante il periodo di formazione, i soldati dei due Paesi hanno provato ad affrontare vari scenari, tra i quali la sicurezza di confine, il contro terrorismo e, per la prima volta, incidenti chimici simulati.

L’addestramento, conosciuto anche con il nome di Eager Lion, è un’esercitazione multinazionale, della durata di due settimane, che si tiene ogni anno in Giordania dal 2011. Durante tale periodo, i Paesi che vi partecipano simulano operazioni di rapimento di ostaggi, di liberazione degli stessi e del salvataggio di detenuti, con l’aiuto di elicotteri militari. Quest’anno, hanno partecipato più di 7.000 truppe, tra le quali 3.500 soldati americani.

Per la prima volta, i soldati americani e giordani si sono esercitati ad affrontare un attacco chimico simulato. In questo senso, il direttore delle esercitazioni e dell’addestramento presso il Comando Centrale americano, il maggior generale Jon Mott, ha dichiarato che si tratterebbe di un “minaccia fin troppo reale, come si è potuto vedere recentemente in Siria”

Il maggior generale Mott fa riferimento a due presunti attacchi chimici, che avrebbero colpito il territorio del Ghouta orientale nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile. In un primo momento, una bomba al cloro era esplosa nella città di Douma, subito dopo, un secondo attacco con “agenti misti”, tra i quali gas nervino, era stato lanciato contro un edificio poco distante, causando la morte di 60 persone. Il governo siriano aveva immediatamente negato la responsabilità dell’attacco. Al momento, sono in corso indagini delle Nazioni Unite per stabilire la responsabilità dell’attacco. Per tutta risposta, nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 aprile, il giorno precedente all’inizio delle esercitazioni Eager Lion, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia avevano lanciato 100 missili contro 3 importanti centri di fabbricazione di armi chimiche, all’interno del territorio siriano.

Le relazioni tra Stati Uniti e Giordania sono molto forti e si sono intensificate negli ultimi anni. Amman ha sempre svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro lo Stato Islamico, collaborando con la coalizione internazionale, a guida americana. Proprio a causa del suo ruolo attivo nella lotta contro l’ISIS e della vicinanza geografica al califfato, la Giordania è stata bersaglio dei gruppi estremisti, che hanno più volte tentato di colpire, in particolare, i presidi di sicurezza. Per tutelare la sicurezza nazionale, negli ultimi anni la Giordania si è trovata costretta a chiudere i confini sia con la Siria sia con l’Iraq. Gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo di primo piano nel sostenere la Giordania, aiutandola a tutelare la sicurezza nazionale. Washington ha anche un interesse strategico nel supportare Amman, dal momento il Regno Hashemita è un Paese politicamente stabile e collocato in una posizione chiave nella regione. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, la collocazione geografica della Giordania la renderebbe un centro logistico e strategico fondamentale per gli Stati Uniti, che avrebbero già posizionato i missili Patriot nel Regno e il cui esercito avrebbe centinaia di addestratori nel territorio.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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