La Russia fornirà sistemi missilistici alla Siria

Pubblicato il 26 aprile 2018 alle 17:07 in Russia Siria

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La Russia fornirà presto nuovi sistemi di difesa aerei al governo siriano, secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa russa, mercoledì 25 aprile, che, tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli in merito al tipo di sistemi.

Qualche giorno prima, lunedì 23 aprile, il quotidiano russo Kommersant aveva riferito che Mosca sarebbe vicina alla spedizione di sistemi di difesa missilistici S-300 al presidente siriano, Bashar Al-Assad. Le informazioni contenute nell’articolo erano state in parte negate dal Ministero degli Esteri russo, il quale aveva dichiarato che Mosca non aveva ancora preso una decisione definitiva sulla questione.

La notizia del possibile rifornimento di sistemi di difesa missilistici alla Siria da parte della Russia era già stata diffusa venerdì 20 aprile, quando il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, aveva riferito che Mosca stava considerando la possibilità di fornire sistemi missilistici antiaerei avanzati alle forze del presidente Al-Assad. Tale possibilità sarebbe stata considerata in seguito all’attacco condotto in Siria da parte di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, il quale avrebbe “rimosso qualsiasi obbligo morale che la Russia avrebbe avuto nel tenere i sistemi missilistici antiaerei S-300”.  Nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 aprile, Washington, Londra e Parigi avevano lanciato oltre 100 missili contro 3 importanti centri di fabbricazione di armi chimiche, all’interno del territorio siriano. Il raid era stato condotto in risposta a un presunto attacco con armi chimiche che le forze fedeli al presidente siriano avrebbero lanciato nella città di Douma, situata nel territorio del Ghouta orientale, nella notte del 7 aprile, causando la morte di almeno 60 persone. Da parte loro, il governo siriano e la Russia avevano respinto tali accuse. Il 12 aprile, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva dichiarato che la Francia avrebbe avuto le prove dell’utilizzo di armi chimiche da parte delle forze governative siriane.

Il giorno precedente all’annuncio del Ministero della Difesa russo, martedì 24 aprile, il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, aveva dichiarato che, se i sistemi russi verranno utilizzati contro le forze israeliane, lo Stato ebraico risponderà. In questo contesto, Lieberman aveva affermato: “La cosa importante è che i sistemi di difesa, forniti dalla Russia alla Siria, non vengano utilizzati contro di noi” e aveva aggiunto: “Una cosa deve essere chiara: se qualcuno spara contro i nostri aerei, lo distruggeremo. Non importa se si tratta di un S-300 o un S-700”.

Israele teme che il proprio Stato venga colpito dagli attori presenti nel territorio siriano, in particolare l’Iran. Il 23 aprile, il ministro dell’Energia israeliano, Yuval Steinitz, aveva minacciato il presidente siriano, Bashar Al-Assad, affermando che, se avesse permesso a qualcuno di dichiarare guerra a Israele dal territorio siriano, avrebbe subito le conseguenze della sua decisione. Il Paese ebraico teme che l’Iran stia trasformando la Siria in una fortezza militare e che si stia preparando per colpire Israele.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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