Afghanistan: offensiva di primavera talebana criticata dagli Stati Uniti

Pubblicato il 26 aprile 2018 alle 18:30 in Afghanistan USA e Canada

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John Sullivan, facente funzione di segretario di Stato americano, ha affermato che la decisione dei talebani di avviare la nuova offensiva di primavera, mercoledì 25 aprile, dimostra la loro responsabilità nel creare un clima di insicurezza in Afghanistan.

“Non c’è bisogno di una nuova stagione di combattimenti. Tuttavia, i talebani hanno annunciato un’altra campagna di violenza priva di senso che prende di mira il governo di Kabul democraticamente eletto ed internazionalmente riconosciuto”, ha dichiarato il facente funzione di segretario di Stato Sullivan.

I talebani hanno annunciato, mercoledì 25 aprile, l’avvio della campagna militare di primavera, denominata operazione “Al-Khandaq” in memoria della battaglia condotta nel VII secolo d.C. dal profeta Maometto a Medina in cui i combattenti musulmani sconfissero gli “invasori infedeli”.

“L’obiettivo principale della nostra campagna consiste nel lottare contro gli invasori americani e i loro agenti dell’intelligence. Secondariamente, la campagna si concentrerà sui sostenitori americani interni al Paese”, viene affermato nel comunicato dei talebani.

L’offensiva di primavera rappresenta anche una risposta alla nuova strategia americana in Afghanistan, annunciata dal presidente Trump nell’agosto 2017, che prevede lo spiegamento di un numero di forze maggiori e la realizzazione di numerose incursioni aeree sulle postazioni talebane.

Il conflitto aperto tra le truppe americane stanziate in Afghanistan e i talebani prosegue quasi ininterrottamente dal 7 ottobre 2001, data in cui gli Stati Uniti iniziarono a bombardare le postazioni talebane nel Paese, avviando l’operazione Enduring Freedom. Nonostante la rapida sconfitta sul campo, i talebani hanno mantenuto in vita la loro organizzazione ed ogni anno compiono attacchi contro le forze americane con l’obiettivo di riottenere il pieno controllo sull’Afghanistan.

Il 27 febbraio i talebani hanno proposto agli Stati Uniti di aprire un dialogo diretto per trovare una soluzione pacifica al conflitto in Afghanistan. “La guerra non è la nostra scelta. Cerchiamo una soluzione pacifica alla situazione nel Paese. La questione non può essere risolta militarmente”, veniva affermato nella dichiarazione elaborata dai talebani.

Il gruppo talebano, tuttavia, ha rifiutato la proposta di pace del presidente afghano, Ashraf Ghani, lanciata il 28 febbraio poiché l’ha definita una cospirazione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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