Moldavia: identificati 62 combattenti in Ucraina

Pubblicato il 25 aprile 2018 alle 6:20 in Balcani Ucraina

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L’intelligence della Moldavia ha individuato 62 persone che combattono per i separatisti pro-Russia nell’Ucraina dell’Est.

È quanto dichiarato dalla stessa Moldova’s Security and Intelligence Service (SIS) al Balkan Investigative Reporting Network (BIRN) e riportato da Balkan Insight. Sono 62 persone che hanno preso parte ad attività mercenarie in Ucraina sin dall’annessione della Crimea da parte della Russia, il 18 marzo del 2014, e durante il conflitto nell’Ucraina dell’Est tra ucraini e forze separatiste pro-Russia. Rosian Vasiloi, esperto di sicurezza, ha dichiarato che la maggior parte dei combattenti arrivano dalla Transnistria, regione pro-Russia della Moldavia, e dalla regione autonoma della Gagauzia.

Ricordiamo che nel luglio 2014, subito dopo l’annessione della Crimea alla Russia, l’ex capo del KGB in Transnitria, Vladimir Antiufeev, diventò vice primo ministro dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, nell’Ucraina dell’Est. Nel 2017 la Russia vi ha inviato 1500 soldati come “peacekeepers”. Il 29 maggio 2017, la Moldavia espulse cinque diplomatici russi, alcuni dei quali identificati come collaboratori dei servizi di intelligence militare russi GRU e che, secondo il governo moldavo, cercavano di arruolare cittadini moldavi per combattere nell’Ucraina dell’Est. Nel cercare di arrestare tale fenomeno, Ucraina e Moldavia hanno lavorato a stretto contatto e hanno raggiunto, di conseguenza, un alto livello di interazione interdipartimentale.

 L’11 aprile, in un forum sulla sicurezza, il primo ministro moldavo, Pavel Filip, e le autorità ucraine, hanno richiesto alla Russia di ritirare i propri soldati dalla Transnitria. Secco rifiuto da parte del vice primo ministro russo, Dmitry Rogozin, il quale ha affermato che il ritiro dei soldati avrebbe comportato un peggioramento dello stato della Transnistria, dove vivono dei cittadini russi.

La Transnistria, la regione più orientale della Moldavia, è popolata per oltre il 60% da russi e ucraini, e ambiva a separarsi dalla Moldavia sin da prima dello scioglimento dell’Unione Sovietica. Nel 1992, dopo un fallito tentativo delle autorità moldave di risolvere la questione con la forza, la Transnistria, protetta da 2000 soldati russi appartenenti alla 14 armata dell’esercito sovietico, si è proclamata indipendente.

La Moldavia indipendente, di fatto, non ha mai controllato il territorio della Transnistria. L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) ha aperto un ufficio a Tiraspol nel 1995, ma solo nel 2010 è riuscita ad avviare un dialogo tra la Moldavia e la repubblica autoproclamata. La Moldavia reclama il rispetto della sua integrità territoriale come base per ogni possibile negoziato.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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