Yemen: Houthi giurano vendetta per la morte del capo politico

Pubblicato il 24 aprile 2018 alle 12:50 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli Houthi hanno giurato vendetta per la morte del capo del Supremo consiglio politico dei ribelli yemeniti, Saleh Al-Sammad, morto in un raid della coalizione araba, a guida saudita, che aveva colpito il governatorato di Hodeida, giovedì 19 aprile, causando la morte di altre 6 persone.

La morte di Saleh Al-Sammad costituisce un duro colpo per gli Houthi, dal momento che si tratta della prima volta che la coalizione araba uccide una personalità di questo livello nella gerarchia dei ribelli da quanto è intervenuta nella guerra civile yemenita, il 26 marzo 2015, a fianco del presidente Rabbo Mansour Hadi. Al-Sammad era stato inserito nella lista saudita, che includeva i nomi di 40 leader dei ribelli, sulle cui teste era stata posta una taglia di un totale di 440 milioni di dollari.

In merito all’uccisione di Al-Sammad, martedì 24 aprile, il leader dei ribelli, Abdul Malek Al-Houhti, ha dichiarato: “Questo crimine non rimarrà impunito”. Lo stesso giorno, gli Houthi hanno nominato il successore del capo del Supremo consiglio politico, eleggendo Mehdi Hussein Al-Mashat. In tale occasione, Al-Houthi ha altresì condannato l’attacco della coalizione araba che, il 22 aprile, aveva colpito una festa di matrimonio, uccidendo almeno 88 civili, tra i quali donne e bambini

Si era trattato dell’ultimo episodio di uccisione di civili causato da un attacco della coalizione araba. Venerdì 20 aprile, un raid aereo aveva colpito il territorio sudoccidentale dello Yemen, causando la morte di 20 persone. Precedentemente, il 2 aprile, un attacco della coalizione aveva causato la morte di 12 civili, tra i quali 7 bambini, nella città costiera di Hodeida. L’episodio era stato definito dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) “uno degli attacchi più mortali per i bambini dall’inizio del conflitto in Yemen”, avvenuto nel marzo 2015.

Per tutta risposta, nelle ultime settimane gli Houthi hanno intensificato gli attacchi contro il territorio saudita, come segno di vendetta nei confronti dei bombardamenti della coalizione araba in Yemen. Domenica 22 aprile, Riad ha intercettato due missili balistici che erano stati sparati dai ribelli yemeniti contro il territorio saudita. Il primo aveva colpito un’area desertica, senza causare alcun danno. Il secondo razzo era stato lanciato contro la città di Najran, situata nel territorio meridionale dell’Arabia Saudita, causando un incendio in una fattoria che si trovava nell’area. All’inizio dell’aprile 2018, Al-Sammad aveva definito il 2018 “l’anno dell’eccellenza balistica”, in riferimento al lancio dei missili dal territorio yemenita verso l’Arabia Saudita.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 21 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere, da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. Oltre alla coalizione araba, a guida saudita, nel conflitto è intervenuto anche l’Iran, che sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.