Armenia: Sargsyan si è dimesso

Pubblicato il 24 aprile 2018 alle 6:07 in Armenia

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Serzh Sargsyan non è più il primo ministro dell’Armenia. L’ex presidente eletto premier il 17 aprile scorso si è dimesso lunedì 23 aprile al termine di 10 giorni di contestazioni contro la sua nomina, resa nota il 13 aprile.

“Lascio il posto di dirigente del paese – ha annunciato il premier dimissionario alla nazione attraverso l’agenzia di stampa ufficiale Armenpress – Nikol Pachinian aveva ragione e io mi sono sbagliato”. 

Le dimissioni di Sargsyan colgono di sorpresa osservatori e manifestanti. Il leader dell’opposizione Pachinian, che era stato arrestato assieme ad altre 230 persone nel corso della serata di domenica a margine di un dibattito televisivo tra il premier e lo stesso Pachinian, era stato liberato lunedì mattina. Il leader dell’opposizione era stato poi ricevuto dal vicepremier Karen Karapetian e al termine del vertice aveva annunciato trionfante: “tutta l’Armenia ormai ha capito che abbiamo vinto”. In precedenza il presidente Armen Sargsyan (nessun legame di parentela con il predecessore) si era recato in Piazza della Repubblica, la principale piazza della capitale Erevan per incontrare i manifestanti e i politici dell’opposizione.

Presidente dal 2008 fino allo scorso 9 aprile, Serzh Sargsyan era stato eletto primo ministro dal parlamento di Erevan con i voti del Partito Repubblicano Armeno di cui è leader e degli alleati della Federazione Rivoluzionaria Armena (Dashnak). La riforma costituzionale del 2015 in senso parlamentare fa del premier il reale uomo forte della politica armena. 

A Sargsyan era contestato non solo l’attaccamento al potere (nonostante avesse promesso di non ambire alla guida del governo) ma anche gli scarsi risultati nella lotta alla povertà, che negli ultimi 10 anni è persino leggermente cresciuta dal 27% al 28% della popolazione, nonostante tassi di crescita economica invidiabili (+7,5% nel 2017).

Le dimissioni del premier giungono alla vigilia della più importante data del calendario armeno: oggi infatti gli armeni in patria e quelli della diaspora commemorano le vittime del genocidio del 1915.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino 

di Redazione

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