Israele: laboratorio per rilevare i tunnel della Striscia di Gaza

Pubblicato il 23 aprile 2018 alle 8:19 in Israele Palestina

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Israele ha rivelato l’esistenza di un laboratorio per il rilevamento dei “tunnel del terrore”, i corridoi sotterranei che collegano la Striscia di Gaza a Israele. L’annuncio è arrivato poche ore dopo la distruzione di uno dei tunnel, che, secondo quanto riferito dall’esercito israeliano, sarebbe stato costruito dai soldati di Hamas per colpire lo Stato ebraico.

Creato nel 2016 e gestito dalle Forze di difesa israeliane (IDF), il laboratorio ha come scopo quello di impedire la costruzione di altri tunnel e, per realizzarlo, utilizza “una ricerca innovativa sul campo, che comprende la scansione di cavità e le loro dinamiche e che mira a sviluppare nuove tecniche di scoperta e mappatura”, secondo quanto afferma un comunicato dell’esercito.

Secondo il ministro israeliano dell’Energia, Yuval Steinitz, anche i geofisici del suo Ministero sarebbero stati coinvolti negli sforzi anti-tunnel, così come i ricercatori del Technion, un’università israeliana, e gli esperti della Rafael, un’impresa specializzata in sistemi di difesa avanzata, di proprietà statale. Il laboratorio è diretto da un capitano delle IDF e da un ingegnere elettrico e chimico, che guidano un team di esperti provenienti da numerosi campi tecnologici e di ricerca: fisici, ingegneri, personale dell’intelligence e geologi. Negli ultimi mesi, il laboratorio è già riuscito a localizzare e neutralizzare cinque tunnel. Recentemente ha ricevuto un certificato di eccellenza dalla Direzione tecnologica e logistica dello Stato maggiore delle IDF.

Israele non ha spiegato perché abbia ritenuto opportuno rivelare l’esistenza di tale struttura militare proprio dopo che, domenica 15 aprile, aveva distrutto uno dei tunnel scavati da Hamas. In merito all’accaduto, il portavoce militare, il tenente colonnello Jonathan Conricus, aveva dichiarato: “Siamo riusciti a localizzarlo e lo abbiamo distrutto, utilizzando strumenti simili a quelli che abbiamo utilizzato in passato. Non abbiamo usato esplosivo, ma abbiamo riempito il tunnel e ciò lo ha reso inutile per un lungo periodo di tempo”. Le Forze di Difesa israeliane (IDF) avevano descritto il tunnel come “lungo e di alta qualità”, situato sul lato di Gaza e collegato a una catena di altri tunnel.

Secondo quanto affermato dal portavoce militare, l’imbocco del tunnel si sarebbe trovato vicino al luogo in cui sono avvenuti i recenti scontri tra i soldati israeliani e il popolo palestinese. In merito alla presenza dell’imbocco del tunnel nel territorio in cui si svolgono le manifestazioni dei palestinesi, Conricus aveva dichiarato: “Non la riterrei una coincidenza”.

A partire da venerdì 30 marzo, i palestinesi hanno iniziato una manifestazione di protesta nel territorio di confine tra Israele e la Striscia di Gaza. Tali proteste si svolgono nel contesto della Marcia del Ritorno, una manifestazione iniziata in occasione dell’anniversario dello Yom Al-Ard, il Giorno della Terra, in cui i palestinesi ricordano l’uccisione di 6 cittadini arabi di Israele da parte delle forze di sicurezza israeliane, avvenuta il 30 marzo 1976, durante le proteste contro la confisca dei territori palestinesi nel nord di Israele. Le manifestazioni dureranno fino al 15 maggio, giorno in cui il popolo palestinese commemora lo Yawm Al-Nakba, il Giorno della Nakba, in cui si ricorda l’esodo di centinaia di migliaia di palestinesi dal territorio di Israele, avvenuto nel 1948, anno della creazione dello Stato di Israele, la cui indipendenza viene festeggiata il giorno precedente, il 14 maggio. Durante gli scontri tra i soldati israeliani e i manifestanti palestinesi sono morti almeno 34 palestinesi e più di 1000 sono stati feriti. Da parte loro, i militari israeliani affermano di aver dovuto prendere le misure necessarie contro le persone sospettate di danneggiare la barriera di confine o di fornire copertura agli attacchi di Hamas.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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