Arabia Saudita: continuano gli scontri con lo Yemen

Pubblicato il 23 aprile 2018 alle 12:49 in Arabia Saudita Yemen

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L’Arabia Saudita ha intercettato un missile balistico che era stato sparato dai ribelli yemeniti contro la città di Najran, situata nel territorio meridionale dell’Arabia Saudita. Il razzo avrebbe provocato un incendio in una fattoria che si trovava nell’area.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa nazionale saudita (SPA), domenica 22 aprile “le forze saudite sono riuscite a intercettare il missile, ma le schegge sono cadute su alcune aree residenziali e hanno incendiato una fattoria di proprietà di un civile, senza causare vittime”. Il razzo sarebbe stato lanciato da Saada, una roccaforte degli Houthi, che si trova nel nord dello Yemen.

Il portavoce della coalizione araba, a guida saudita, che combatte in Yemen, il colonnello Turki Al-Malki, ha riferito che si sarebbe trattato del secondo attacco dei ribelli yemeniti che avrebbe colpito il territorio saudita nello stesso giorno. Il primo razzo sarebbe caduto in un’area desertica, senza causare alcun danno.

Si tratta dell’ultimo di una serie di raid condotti dagli Houthi contro il territorio dell’Arabia Saudita. L’ultimo episodio di questo genere si era verificato venerdì 20 aprile, quando le forze saudite avevano intercettato un missile balistico lanciato conto la città di Jizan, situata nel sud-ovest dell’Arabia Saudita. Precedentemente, il 16 aprile, gli Houthi avevano lanciato un attacco contro la città di Najran, con l’obiettivo di colpire i civili e le aree popolate, stando alle informazioni riferite da Al-Malki. Il missile era stato immediatamente intercettato e distrutto dalle forze di difesa saudite e non aveva causato alcun danno o vittima.

Gli attacchi degli Houthi contro il territorio saudita si sono intensificati nelle ultime settimane, come segno di vendetta nei confronti dei bombardamenti della coalizione araba in Yemen. Domenica 22 aprile, più di 88 persone, tra le quali donne e bambini, sono rimaste uccise in due attacchi aerei condotti dalla coalizione araba in Yemen, che hanno colpito una festa di matrimonio, nel distretto di Bani Qais, nel governatorato di Hajja, nel nord-ovest del Paese. Precedentemente, lunedì 2 aprile, un attacco aereo della coalizione aveva causato la morte di 12 civili, tra i quali 7 bambini, nella città costiera di Hodeida. L’episodio era stato definito dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) “uno degli attacchi più mortali per i bambini dall’inizio del conflitto in Yemen”, avvenuto nel marzo 2015.

L’Arabia Saudita è intervenuta direttamente nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a capo della coalizione araba che supporta il presidente Rabbo Mansour Hadi, destituito dagli Houthi con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La coalizione è accusata di aver più volte violato il diritto internazionale umanitario negli scontri contro i ribelli yemeniti. Il 5 ottobre 2017, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva inserito la coalizione all’interno della lista nera di coloro che violano i diritti dei bambini nelle aree di conflitto. In particolare, la coalizione veniva accusata di aver ucciso e mutilato i bambini in Yemen e di aver distrutto edifici civili, quali scuole e ospedali. Oltre a ciò, il 6 novembre 2017, la coalizione aveva deciso di chiudere tutti gli accessi aerei, marittimi e di terra in Yemen, al fine di contrastare l’invio delle armi agli Houthi da parte dell’Iran. Tale misura aveva causato numerose difficoltà alle organizzazioni umanitarie, che non riuscivano a distribuire gli aiuti umanitari e medici all’interno del Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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