Afghanistan: ISIS decapita tre fratelli

Pubblicato il 23 aprile 2018 alle 18:30 in Afghanistan Asia

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Un funzionario della provincia orientale di Nangarhar ha affermato, lunedì 23 aprile, che nella notte di sabato 21 aprile tre fratelli, impiegati in professioni sanitarie, sarebbero stati decapitati da alcuni militanti dello Stato Islamico nel distretto di Chaparhar.

Il fratello maggiore di 27 anni, Nisar Tareliwal, era dottore presso una clinic privata, il fratello di mezzo di 24 anni, Nayeem, stava lavorando come attivista delle vaccinazioni mentre il fratello minore di 19 anni, Abdul Wahab, era uno studente di medicina.

Secondo quanto riportato dal portavoce del governatore provinciale di Nangarhar, Attalaullah Khogyani, il padre dei tre fratelli, anch’egli impiegato in ambito sanitario come medico, sarebbe stato decapitato nel 2017 da alcuni militanti dello Stato Islamico.

Oltre a questa esecuzione sommaria, nella provincia di Nangarhar i militanti dello Stato Islamico avrebbero anche rapito 11 contadini nel distretto di Rodat, rilasciandone due dopo breve tempo. Secondo quanto riportato dal vicepresidente del Consiglio Provinciale di Nangarhar, Lal Mohammed Durrani, i contadini sarebbero stati rapiti mentre stavano lavorando nei campi di papavero.

Lo Stato Islamico, tuttavia, non ha ancora rivendicato né le tre esecuzioni né i rapimenti.

La provincia di Nangarahr, situata al confine con il Pakistan, rappresenta una delle roccaforti dello Stato Islamico in Afghanistan, a partire dal suo insorgere nel 2015. Secondo quanto riportato dall’ufficio delle Nazioni Unite sulla droga e il crimine, nel 2017 l’Afghanistan ha rappresentato il principale fornitore mondiale di eroina, producendo 9.000 tonnellate metriche di oppio nei campi di papavero.

Accanto alla recente minaccia rappresentata dalla branca dello Stato Islamico in Afghanistan, permane l’azione insurrezionale dei talebani. Affermatisi come gruppo dominante a seguito del crollo dell’Unione Sovietica e della conseguente fine dell’occupazione sovietica del Paese, hanno mantenuto il controllo del governo afghano dal 1996 fino all’avvio dell’operazione americana nel contesto della War on Terror.

Nonostante la disfatta militare subita nel 2003, i talebani continuano la loro azione di disturbo con l’obiettivo di riottenere il pieno controllo dello Stato. Con l’arrivo della primavera che ha sciolto la neve dai passi di montagna, i talebani hanno riavviato l’attività terroristica nel Paese.

Secondo quanto riportato da Tolonews, per esempio, nella notte di domenica 22 aprile, almeno 16 agenti di sicurezza avrebbero perso la vita in un attacco talebano condotto nella provincia nord-occidentale di Bagdhis. 9 soldati sarebbero stati uccisi nella città di Qala-e-Naw a seguito di un attentato talebano presso un punto di guardia della città. 7 poliziotti, invece, sarebbero morti nel distretto di Qads a causa di un colpo realizzato dai talebani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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