Inviato ONU: distensione in Siria necessaria

Pubblicato il 21 aprile 2018 alle 12:05 in Russia Siria

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Un inviato speciale delle Nazioni Unite lancia un appello per la distensione della situazione in Siria durante una visita diplomatica a Mosca, mentre un gruppo di esperti attende l’accesso al Paese per indagare sull’attacco chimico a Douma.

Staffan de Mistura, inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria, ha affermato che le tensioni tra le maggiori potenze globali devono essere appianate, affinché si possa dare nuovo inizio agli sforzi diplomatici necessari per porre fine al conflitto siriano. “Abbiamo bisogno di una distensione politica, non solo militare, e penso che ciò sia possibile attraverso ulteriori discussioni”, ha affermato de Mistura, rallegrandosi per il “forte impegno” che la Russia vuole accordare nel processo politico di pacificazione. Il commento dell’inviato Onu giunge all’indomani del suo incontro a Mosca con il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, avvenuto venerdì 20 aprile. Inoltre, in relazione all’utilizzo di armi chimiche nell’attacco del 7 aprile alla città siriana di Douma, de Mistura ha affermato che il gruppo d’indagine incaricato di investigare sulla vicenda condurrà le proprie ricerche il più velocemente possibile e senza alcuna interferenza esterna.

Mercoledì 18 aprile, la visita degli ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (APAC) era stata rimandata dopo che uno scontro a fuoco aveva colpito la città di Douma, situata nel territorio del Ghouta orientale, durante una visita della squadra preparatoria delle Nazioni Unite, iniziata il giorno precedente, martedì 17 aprile. Gli esperti erano arrivati nella città siriana sabato 14 aprile, con il compito di stabilire se le armi chimiche fossero state utilizzate a Douma la settimana precedente.

Venerdì 20 aprile, un inviato di Al Jazeera a Mosca, Rory Challands, ha commentato che, nelle presenti circostanze, un’unione di sforzi diplomatici a livello internazionale è un obiettivo molto difficile da realizzare. Egli ha affermato che “è passato molto tempo da quando Ginevra ha compiuto gli ultimi progressi significativi, e ora assistiamo a una situazione in cui ci sono fonti attendibili che avvalorano la tesi relativa all’utilizzo di armi chimiche in Siria. Al momento, le tensioni geopolitiche tra gli Stati Uniti e la Russia sono molto forti. A ciò si aggiunge poi la situazione attuale in Siria, in cui la Russia, gli Stati Uniti, la Turchia e l’Iran sono tutti in lizza per conservare le proprie sfere di influenza. Mettere d’accordo tutte queste fazioni differenti, riunirle intorno al tavolo dei negoziati e trovare una soluzione a lungo periodo per la Siria sembra ora più difficile che mai”.

Dal canto suo, il ministro degli Esteri russo, Lavrov, prendendo parte a una conferenza stampa tenutasi a Mosca venerdì 20 aprile insieme all’omologo austriaco, Sebastian Kurz, ha affermato che la Russia non accetterà tentativi di dividere la Siria e creare un distaccamento permanente di forze straniere nel Paese. “Esiste la Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in base alla quale la Siria deve restare unita e coesa territorialmente, e il processo politico deve permettere al popolo siriano di definire il suo futuro senza far pesare le proprie interferenze internazionali”, ha commentato Lavrov, aggiungendo che tutti gli sforzi del suo Paese sono rivolti alla realizzazione di tale risultato.

Mosca ha respinto le accuse, rivoltele dagli Stati Uniti, di cercare di sabotare e rimandare l’arrivo degli ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (APAC) a Douma, dove è avvenuto l’attacco del 7 aprile. La zona è attualmente sotto il controllo delle forze governative siriane, fedeli al presidente, Bashar al-Assad.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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