Francia: espulso imam per sermoni radicalizzanti

Pubblicato il 21 aprile 2018 alle 8:02 in Europa Francia

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La Francia, venerdì 20 aprile, ha espulso un imam di ideologia salafista per aver pronunciato sermoni considerati radicalizzanti. L’uomo è stato inviato in Algeria con l’approvazione della Corte europea per i diritti umani.

Secondo quanto riportato da Reuters, l’imam El Hadi Doudi, un 63enne algerino senza cittadinanza francese, è stato accusato di predicare contro donne, ebrei e musulmani sciiti durante le sue prediche, tenute nella moschea as-Sounna della città francese di Marsiglia. La moschea è stata chiusa l’11 dicembre 2017 dal dipartimento di polizia della città, in seguito alle accuse contro Doudi. Il prefetto di Marsiglia, Olivier de Mazières, ha dichiarato che la decisione è stata presa poiché quanto predicato dall’imam rappresenta “esattamente il contrario rispetto ai valori della Repubblica francese”.

Nei suoi sermoni, l’imam affermava che gli ebrei sono “sporchi, fratelli di scimmie e maiali”, le donne non devono lasciare la loro casa senza autorizzazione, gli apostati “devono essere eliminati con la pena di morte per proteggere i musulmani” e gli adulteri “devono essere lapidati o decapitati”. Inoltre, secondo quanto riportato dal governo francese, l’uomo giustificava “in modo esplicito” la jihad. Doudi ha respinto tutte le accuse, negando che il salafismo o quanto da lui predicato sia estremista. “Ci sono alcune sette che fanno finta di essere salafiste, come Al Qaeda o Daesh, ma non lo sono. Loro sono estremiste, e nei nostri sermoni le respingiamo” ha spiegato l’imam. Con il suo avvocato, Nabil Boudi, l’uomo ha sottolineato che alcune delle sue affermazioni sono frasi riprese direttamente dai sacri testi dell’Islam, e non vanno presi alla lettera.

Inizialmente, la Corte Europea per i diritti umani aveva chiesto alla Francia di sospendere l’espulsione, dopo che l’avvocato di Doudi aveva avvertito del potenziale rischio di tortura se l’uomo fosse tornato in Algeria. Tuttavia, in seguito alle autorità francesi sono state fornite ulteriori informazioni riguardo la condotta dell’uomo, pertanto giovedì 19 aprile la Corte europea per i diritti umani ha cambiato idea, decidendo di non fermare l’espulsione.

Per combattere la minaccia del radicalismo islamico, la Francia ha rafforzato le sue leggi contro il terrorismo. Oltre ai tentativi di limitare la diffusione dell’estremismo islamico in scuole, moschee e centri islamici, da febbraio il governo del Paese ha annunciato di aver creato delle zone di isolamento nelle carceri e regole più severe per quanto riguarda le scuole di culto. Il nuovo piano anti-radicalizzazione annunciato dal presidente francese, Emmanuel Macron, include inoltre maggiore sorveglianza delle figure religiose musulmane accusate di incitamento all’odio e alla violenza.

Tra il 2012 e il 2015, il Ministero degli Interni francese ha espulso 40 persone appartenenti al clero musulmano, mentre altre 52 persone sono state mandate via dal Paese negli ultimi 28 mesi. Nel 2017, 20 stranieri radicalizzati sono stati cacciati dal territorio francese, secondo quanto riportato dal ministro degli Interni, Gérard Collomb.

La Francia ospita le più grandi comunità ebraiche e musulmane dell’Europa. Si stima che solamente l’ultimo gruppo conti più di 5 milioni di membri.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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