IOM: nuovo progetto per integrare i rifugiati nel mercato del lavoro in Europa

Pubblicato il 20 aprile 2018 alle 6:01 in Europa Immigrazione

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L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha lanciato un progetto innovativo che coinvolge numerosi Paesi per introdurre sul mercato del lavoro i rifugiati destinati a essere ricollocati in Europa.

L’iniziativa LINK IT, inizialmente, sarà rivolta a 500 rifugiati siriani, i quali saranno supportati sia prima della partenza per un Paese europeo, sia dopo il loro arrivo, al fine di facilitare la loro integrazione sociale ed economica in quattro Stati europei, quali Regno Unito, Germania, Portogallo e Romania. “Assicurare i migranti e i rifugiati può beneficiare economicamente e socialmente le comunità che li accolgono, e può costituire una chiave per il futuro benessere, prosperità e coesione delle società europee”, ha spiegato il capo della missione dell’IOM in Romania, Mircea Mocanu, la quale ah aggiunto che, tuttavia, troppo spesso l’Europa considera l’occupazione dei migranti nociva per l’economia. Secondo Mircea Mocanu, l’integrazione significa superare le barriere della lingua, gli ostacoli amministrativi, le differenze culturali e la discriminazione per riconoscere le competenze e le qualificazioni dei migranti e dei rifugiati.

Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, avrà una durata di 18 mesi e svolgerà un’attività di profiling dei migranti prima della loro partenza per uno dei quattro Paesi europei, fornendo corsi di orientamento ai rifugiati siriani che si trovano in Giordania, Libano e Turchia. Tale strumento aiuterà le autorità dei Paesi riceventi ad avere informazioni in merito al background migranti prima ancora del loro arrivo, al fine di facilitare l’integrazione nel mercato del lavoro. Come ha spiegato il capo della missione dell’IOM nel Regno Unito, Dipti Pardeshi, il progetto LINK IT costituisce un potente strumento per mostrare ai leader europei quale sia il modo migliore per integrare i rifugiati.

Intanto, il 13 aprile, l’IOM, insieme alla UN Refugee Agency (UNHCR) e alla Catholic Migration Commission (ICMC), ha presentato un nuovo modello innovativo per l’accoglienza dei rifugiati in Europa. Il progetto, co-finanziato dall’Unione Europea, ha concentrato le proprie ricerche su tre percorsi per l’ammissione dei rifugiati nell’Unione Europea. Il primo consiste nella sponsorizzazione delle comunità private, il secondo nel possesso dell’istruzione superiore e il terzo nei programmi di ammissione umanitaria. Il direttore dell’ufficio regionale dell’IOM dell’UE, Eugenio Ambrosi, ha sottolineato l’assenza di percorsi sicuri e regolari per l’entrata in Europa per i rifugiati, riferendo altresì che i migranti più vulnerabili rischiano in continuazione di essere vittima di abusi e di perdere la vita nel corso del viaggio verso i Paesi europei. “Il nuovo progetto non vuole solo sviluppare nuove iniziative per proteggere le persone, ma vuole proporre diversi modi per proteggerne ancora di più”, ha specificato Ambrogi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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