Il Qatar partecipa alle esercitazioni militari saudite

Pubblicato il 19 aprile 2018 alle 13:04 in Arabia Saudita Qatar

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze qatarine hanno preso parte alle esercitazioni militari congiunte che si sono svolte la scorsa settimana in Arabia Saudita. Si tratterebbe di un possibile segno di distensione tra i due Paesi, i cui rapporti sono molto tesi da quasi 11 mesi, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters.

Secondo quanto riferito da un comunicato dell’esercito qatarino, lunedì 16 aprile, il capo di Stato maggiore dell’esercito qatarino, il generale Ghanem bin Shaheen Al-Ghanim, avrebbe partecipato alla cerimonia di chiusura delle esercitazioni militari congiunte, che si sono svolte sotto l’egida dell’Arabia Saudita. Il comunicato non ha fornito ulteriori informazioni in merito alla portata del contingente del Qatar che avrebbe partecipato all’addestramento. Da parte loro, le autorità saudita non hanno emesso alcuna dichiarazione ufficiale sulla notizia.

Le esercitazioni militari, note anche con il nome di Gulf Shield 1, si sono svolte tra il 21 marzo e il 16 aprile e vi hanno preso parte 23 Paesi, oltre all’Arabia Saudita. Si è trattato delle più grandi esercitazioni militari nella regione, in termini di diversità di competenze e qualità di armi. Le manovre militari hanno incluso il lancio di contrattacchi contro piattaforme di missili balistici all’intero dei confini nemici, la caccia alle imbarcazioni navali veloci e nelle acque economiche, l’attacco degli infiltrati nelle isole Al-Khair I e Al-Khair II e la difesa dei confini nazionali, attraverso la collaborazione tra l’esercito, le forze della Marina e l’Aeronautica. Le operazioni, che si sono concluse con una parata militare, miravano a rafforzare la cooperazione e il coordinamento militare e di sicurezza, secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa saudita, il principe ereditario Mohammad bin Salman.

La partecipazione delle forze del Qatar a tali esercitazioni militari rappresenta un fatto straordinario, dal momento che i rapporti tra Doha e Riad sono tesi da quasi 11 mesi. Il 5 giugno 2017, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto avevano interrotto le relazioni diplomatiche con Doha, ritenendo il Paese colpevole di sostenere e finanziare le organizzazioni terroristiche. Da parte sua, il Qatar aveva respinto le accuse, dichiarandosi disponibile ad avviare un dialogo diretto per risolvere la crisi. Il 23 giugno, i quattro Paesi avevano inviato a Doha, attraverso la mediazione del Kuwait, una lista di 13 richieste che il Paese avrebbe dovuto accettare entro dieci giorni per porre fine all’embargo. Il Qatar aveva rifiutato le richieste, giudicandole in contrasto con il principio di sovranità nazionale, affermando, però, di essere pronto al dialogo per trovare una soluzione alla crisi. Tra le richieste presentate a Doha vi erano l’interruzione dei rapporti con l’Iran, la chiusura immediata della base militare turca in Qatar e la chiusura dei canali di Al Jazeera Media Network. In questo contesto, il Qatar non aveva inviato alcun rappresentante al summit della Lega Araba, che si era tenuto domenica 15 aprile nella città saudita di Dhahran, durante il quale non è stato affrontato il tema della crisi del Golfo.

Al momento, gli Stati Uniti starebbero svolgendo il ruolo di mediatori nella crisi. Il 2 aprile, in occasione di un colloquio telefonico tra il presidente americano, Donald Trump, e il sovrano dell’Arabia Saudita, re Salman, Trump aveva imposto un ultimatum ai Paesi dell’embargo, esortandoli a porre fine alla crisi del Golfo entro 3 settimane, al fine di ripristinare le relazioni con il Qatar e creare un fronte combatto contro l’Iran.

All’inizio della crisi del Golfo, il presidente americano aveva sostenuto la posizione di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, successivamente, aveva optato per una maggiore mediazione tra le due parti, mirata a risolvere il conflitto nel più breve tempo possibile. Gli Stati Uniti temono che la crisi del Golfo abbia come conseguenza il rafforzamento dei rapporti tra Qatar e Iran. L’Iran è considerato il principale nemico degli Stati Uniti in Medio Oriente. Il Paese è dotato di risorse economiche e militari di rilievo, soprattutto se paragonato ad altri Stati della regione. Inoltre, in tutti i conflitti mediorientali, l’Iran si contrappone agli Stati Uniti e ai suoi alleati. In Siria, combatte a fianco del presidente Bashar Al-Assad; in Libano, sostiene le milizie sciite di Hezbollah e in Yemen quelle degli Houthi; in Palestina sostiene Hamas contro Israele.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.