Washington Post: incontro segreto tra ex direttore CIA e Kim Jong-un

Pubblicato il 18 aprile 2018 alle 13:04 in Corea del Nord USA e Canada

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Mike Pompeo, ex direttore della CIA, ha incontrato segretamente il leader nordcoreano Kim Jong-un a Pyongyang, all’inizio di aprile.

L’emittente americana CNN spiega che, secondo quanto riferito da alcune fonti attendibili, Pompeo si sarebbe recato in Corea del Nord con alcuni agenti dell’intelligence, ma senza alcun ufficiale della Casa Bianca o del Dipartimento di Stato. La Casa Bianca, al momento, ha declinato qualsiasi commento sulla questione. Il primo quotidiano statunitense ad aver diffuso la notizia è stato il The Washington Post, ad avviso del quale Pompeo è andato a Pyongyang in qualità di inviato del presidente Donald Trump, per organizzare i colloqui bilaterali tra i leader dei due Paesi in merito al programma nucleare e missilistico nordcoreano. È previsto che Trump e Kim Jong-un si incontrino alla fine di maggio o all’inizio di giugno, in quello che sarà il primo meeting faccia a faccia tra un presidente americano e un leader del regime di Pyongyang.

Dopo mesi in cui le tensioni nella penisola coreana sono state molto alte, con l’inizio del 2018, il leader di Pyongyang si è dimostrato più disponibile al dialogo. Nel corso del 2017, la Corea del Nord aveva accelerato lo sviluppo del proprio programma missilistico e nucleare lanciando, tra febbraio e novembre dell’anno passato, 23 missili. Il 3 settembre 2017, aveva effettuato il più potente test atomico mai fatto prima, facendo esplodere una bomba all’idrogeno che aveva provocato un sisma di grado 6,3 in tutto il Paese. Nell’ultimo lancio missilistico, avvenuto il 29 novembre 2017, era stato impiegato un razzo Hwasong-15, in grado di colpire qualsiasi città degli Stati Uniti. Subito dopo, Kim Jong-un aveva dichiarato che il suo regime era divenuto una “potenza nucleare”. Il test era stato effettuato in seguito alle esercitazioni militari congiunte tra Washington e Seoul, iniziate l’11 novembre 2017, mentre il Trump si trovava in tour in Asia, ed era stato seguito, il 4 dicembre 2017, da una simulazione di guerra congiunta tra Stati Uniti e Corea del Sud senza precedenti, alla quale avevano preso parte 230 aerei da guerra, tra cui gli F-35 Lightning II e i B1-B Lancer, considerati i velivoli più potenti del Pentagono. Due giorni prima della loro conclusione, il 6 dicembre 2017,  l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana, KCNA WATCH, aveva attribuito l’aggravarsi delle tensioni nella regione agli “imperialisti guerrafondai americani”, che minacciavano la pace globale con le loro azioni offensive. 

Il 9 gennaio due delegazioni di Seoul e Pyongyang si sono incinerate nel villaggio di Panmunjom, in Corea del Sud. Si è trattato del primo meeting tra i due Stati dal 2015, e l’argomento di discussione principale è stato la partecipazione della Corea del Nord alle Olimpiadi Invernali previste per il mese di febbraio a Peyongchang. Nell’occasione, i due Paesi hanno anche concordato di rilanciare i negoziati militari. Lo scongelamento delle relazioni fra le due Coree aveva avuto inizio il 3 gennaio, con la riapertura di una hotline di comunicazione tra i due lati del confine, per riavviare il dialogo fra i due governi e cominciare le discussioni per le Olimpiadi. Alla fine di marzo, Kim Jong Un ha incontrato il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, promettendo di impegnarsi a denuclearizzare la penisola coreana. È previsto che il leader nordcoreano incontri anche il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, il 27 aprile, presso la zona demilitarizzata presente tra i due Paesi. Si tratterà del primo meeting tra i leader delle due Coree in dieci anni, e anche la prima volta in cui un leader nordcoreano metterà piede sul suolo della Corea del Sud dall’armistizio del 1953. Moon Jae-in, spiega la CNN, oltre ad essere stato il promotore dei colloqui tra le due Coree, è stato anche il principale motore dei negoziati tra USA e Corea del Nord. Nel mese di marzo, una delegazione di Seoul si è recata negli Stati Uniti per invitare Trump ad accettare di colloquiare con Kim Jong-un.

Un portavoce dell’ufficio presidenziale della Corea del Sud, tuttavia, ha definito la visita segreta di Pompeo in Corea del Nord “inappropriata” in quanto, nei giorni passati, in occasione di una conferenza stampa congiunta con il premier giapponese, Shinzo Abe, tenutasi presso residenza di Trump a Mar-a-Lago, in Florida, il leader della Casa Bianca aveva lasciato cadere qualsiasi riferimento ai colloqui tra Washington e Pyongyang. Trump aveva soltanto affermato che erano in corso “discussioni di alto livello”, rivelando l’esistenza di “legami diretti”. Tuttavia, la Casa Bianca aveva chiarito i commenti di Trump subito dopo l’incontro specificando che nessun ufficiale americano aveva ancora parlato con Kim Jong-un.

In merito al luogo del futuro incontro tra i leader americano e nordcoreano, Trump ha indicato 5 posti, senza tuttavia indicazioni precise. Tra le opzioni avanzate dagli ufficiali americani ci sono: la capitale della Mongolia Ulaanbaatar; la zona demilitarizzata tra le due Coree; una capitale europea neutra come Stoccolma o Ginevra; un luogo in mare come una nave o un’isola; in una località del sud-est asiatico, come a Singapore o in Malesia e, infine, a Pyongyang.

Pompeo, 23esimo direttore della CIA dal 23 gennaio 2017, è stato nominato segretario di Stato da Trump il 13 marzo, in seguito al licenziamento di Rex Tillerson da parte del presidente. Il primo aprile, le funzioni del segretario di Stato sono state assunte da John Sullivan, l’ex vice segretario. Affinchè la nomina di Pompeo venga confermata, è necessario ottenere l’approvazione del Senato, in seno al quale si sono create posizioni contrapposte. Mentre alcuni senatori sono favorevoli alla nomina di Pompeo, altri, come Jeanee Shaheen, membro del Comitato per le Relazioni esterne del Senato, si sono dichiarati contrari.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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