Armenia: Sargsyan eletto premier, continuano le proteste

Pubblicato il 18 aprile 2018 alle 6:01 in Armenia Europa

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L’ex presidente dell’Armenia, Serzh Sargsyan è stato eletto primo ministro dal parlamento di Erevan con il voto a favore di 77 deputati e quello contrario di 17. Undici deputati non hanno preso parte al voto, rende noto l’agenzia di stampa russa TASS citando fonti della radio del parlamento armeno.

A favore dell’ex presidente hanno votato il Partito Repubblicano Armeno, formazione di cui è leader, e gli alleati della Federazione Rivoluzionaria Armena o Dashnak, il più antico partito armeno, fondato nel 1890. 

Nel suo discorso, Sargsyan che ha lasciato la presidenza lo scorso 9 aprile, ha chiesto ai deputati il voto “per la stabilità e la prosperità del paese” ed ha sottolineato come “con la repubblica parlamentare si apre una nuova era per il paese”. Come primo ministro Sargsyan avrà infatti molti più poteri rispetto ai suoi predecessori come conseguenza della riforma costituzionale approvata nel 2015. 

Nel frattempo, nelle strade centrali di Erevan, si sono svolte manifestazioni di massa contro l’elezione di Sargsyan. La polizia ha chiesto ai manifestanti, che sfilano scandendo lo slogan “Turn Serzh away”, di fermare le attività illegali. Il 17 aprile 80 persone sono state arrestate. Il leader del partito di opposizione “Contratto civile” e deputato del parlamento armeno Nikol Pashinyan, ha affermato, convocando in piazza i suoi sostenitori dopo il successo delle manifestazioni dei giorni scorsi che “il paese è maturo per una situazione rivoluzionaria”.

“Nel paese sta maturando situazione rivoluzionaria: a Gyumri, Ijevan, Vanadzor, Kapan e Metsamor i manifestanti hanno bloccato strade e da un capo all’altro della nazione la gente non va al lavoro, è cominciato uno sciopero di massa” – ha assicurato il leader dell’opposizione e seguace di Levon Ter Petrosyan, primo presidente dell’Armenia indipendente. 

Pashinyan nel suo intervento ha parlato di “rivoluzione di velluto”, citando la pacifica sollevazione che nell’autunno del 1989 pose fine al regime comunista in Cecoslovacchia.

 

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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