Gentiloni sulla Siria: inaccettabile l’uso di armi chimiche

Pubblicato il 17 aprile 2018 alle 16:56 in Italia Siria

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“Credo che non possiamo accettare che si torni a 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale a legittimare l’uso delle armi chimiche, non possiamo accettarlo”, così il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, ha definito inaccettabile l’uso delle armi chimiche, in riferimento alla situazione della Siria.

Martedì 17 aprile, in occasione del suo discorso alla Camera, per riferire sulla situazione del Paese mediorientale, il premier italiano ha dichiarato: “La città di Douma, che era l’ultima roccaforte dei ribelli, è stata oggetto di un attacco in cui, secondo ogni evidenza, si è ripetuto l’uso di armi chimiche, probabilmente cloro miscelato con sarin o agenti assimilabili. Fonti diverse hanno confermato decine di morti e centinaia di feriti. Ma abbiamo la certezza, purtroppo, che, a seguito del veto della Russia alla proposta del Consiglio di sicurezza, l’iniziativa per accertare la verità e le responsabilità è stata bloccata”. 

Gentiloni fa riferimento a quanto accaduto nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile, quando la Syrian American Medical Society (SAMS), un’organizzazione di soccorso medico operante in territorio siriano, aveva riferito che due attacchi chimici avevano colpito il territorio del Ghouta orientale. In un primo momento, una bomba al cloro aveva colpito la città di Douma, subito dopo, un secondo attacco con “agenti misti”, tra i quali gas nervino, era stato lanciato contro un edificio poco distante, causando la morte di 60 persone. Il governo siriano aveva immediatamente negato la responsabilità dell’attacco.

In seguito all’episodio, nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 aprile, gli Stati Uniti, insieme ai propri alleati, Francia e Gran Bretagna, avevano lanciato oltre 100 missili contro la Siria, che avevano colpito 3 importanti centri siriani di fabbricazione di armi chimiche. L’attacco era stato condotto dopo che, il 12 aprile, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva dichiarato che la Francia sarebbe stata in possesso delle “prove” che dimostravano la responsabilità del governo del presidente siriano, Bashar Al-Assad, nell’utilizzo di armi chimiche nella città di Douma, situata nel Ghouta orientale.

Da parte sua, l’Italia, il 12 aprile, aveva annunciato che non avrebbe preso parte ad alcuna azione militare in Siria, ma che, sulla base dei vigenti accordi bilaterali ed internazionali, avrebbe continuato a fornire supporto logistico alle forze alleate, contribuendo ad assicurarne la sicurezza e la protezione. In tale contesto, il premier italiano aveva dichiarato: “Una soluzione definitiva della questione siriana può provenire solo dalla collaborazione tra le parti e da un ruolo di maggior rilievo delle Nazioni Unite”.

In merito alla posizione dell’Italia, durante il suo intervento alla Camera, Gentiloni ha dichiarato: “L’Italia non è un Paese neutrale, che sceglie di volta in volta con chi schierarsi tra l’alleanza atlantica e la Russia. É un coerente alleato degli Stati Uniti e non di questa o quella amministrazione americana, di Kennedy o Nixon, di Reagan o Clinton, di Bush o Obama. É una scelta di campo, è la nostra scelta di campo”. In riferimento alla decisione di Washington, Londra e Parigi di intervenire in Siria, il premier italiano ha affermato che si è trattato di “una risposta motivata, mirata e circoscritta” e ha aggiunto: “Non ci sono indicazioni di vittime civili né indicazioni di danni collaterali. La risposta è stata coordinata con attori presenti per scongiurare vittime civili”.

Infine, parlando della guerra civile siriana, iniziata il 15 marzo 2011, e del governo del presidente siriano, Gentiloni ha affermato: “Il conflitto è senza fine, il regime è responsabile di crimini inauditi e a chi si domanda il famoso ‘cui prodest’ perché Assad avrebbe dovuto accanirsi ora”, quando ormai sta per vincere la guerra, grazie al sostegno dei suoi alleati, Russia, Iran e milizie sciite di Hezbollah, “con armi chimiche a Douma, io risponderei che di ragionevolezza in questi sette anni di conflitto ne ho vista ben poca. Ho visto, francamente, in questi anni solo l’irragionevole logica del terrore, quindi non mi domando dove sia la ragionevolezza dell’uso di armi chimiche contro il proprio popolo”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Laura Cianciarelli

di Redazione

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