Iraq: 25 morti in un attentato terroristico

Pubblicato il 13 aprile 2018 alle 20:43 in Iraq Medio Oriente

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Almeno 25 persone sono state uccise e altre 18 sono rimaste ferite in un attacco terroristico che ha colpito un corteo funebre, che stava entrando nel cimitero del villaggio di Asdira, situato a sud di Sharqat, nel nord del Paese.

Secondo quanto riferito dal sindaco del villaggio, Salaheddin Shaalan, venerdì 13 aprile, ha dichiarato: “Due bombe sono esplose mentre la processione stava entrando nel cimitero”, causando la morte di 25 persone e il ferimento di altre 18. L’attentato sarebbe avvenuto il giorno precedente, giovedì 12 aprile, durante il funerale di 4 membri delle Forze di Mobilitazione popolare, che erano stati uccisi nella notte di mercoledì 11 aprile da alcuni jihadisti.

Si tratterebbe del più grave attacco terroristico che ha colpito l’Iraq dal 15 gennaio, quando 38 persone erano state uccise e 105 erano rimaste ferite in un duplice attentato che aveva colpito il centro di Baghdad. In tale occasione, due uomini, che indossavano giubbotti esplosivi, si erano fatti esplodere in un’area commerciale situata nel centro di Baghdad.

Il 9 dicembre 2017, il primo ministro, Haider al-Abadi, aveva annunciato la vittoria contro lo Stato Islamico nel Paese, dopo circa 3 anni di occupazione da parte dell’organizzazione. Nonostante ciò, alcune cellule terroristiche sono ancora presenti nel territorio iracheno, in particolare nelle aree desertiche. Per questo motivo, le forze irachene hanno intrapreso operazioni mirate a combattere i militanti dell’organizzazione rimasti in Iraq. Il 7 febbraio, l’esercito nazionale, sostenuto dalla coalizione internazionale, a guida americana, aveva iniziato una campagna militare contro i militanti dello Stato Islamico, che si erano rifugiati nella regione desertica situata nel nord-est del Paese. L’operazione era mirata a “distruggere le cellule dormienti” in una rotta utilizzata per il trasporto del petrolio, che collega il governatorato di Kirkuk all’Iran. Si tratta di un territorio montuoso, nel quale alcuni gruppi armati, tra i quali l’ISIS, si erano rifugiati per continuare le proprie attività.

Oltre a ciò, il 4 aprile, i membri dello Stato Islamico avevano giurato di nuovo la loro lealtà all’autoproclamatosi califfo Abu Bakr Al-Baghdadi. Si era trattato del primo giuramento di alleanza pubblico dalla caduta del califfato in Siria e in Iraq. In un comunicato, pubblicato attraverso i loro social media, i membri dell’ISIS avevano dichiarato: “Per esasperare e terrorizzare gli infedeli, rinnoviamo la nostra promessa di lealtà nei confronti del comandante dei credenti e califfo dei musulmani, il mujahid Abu Bakr Al-Baghdadi Al-Hussaini Al-Qurashi, possa Dio avere cura di lui”.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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