Azerbaijan: elezioni presidenziali dichiarate irregolari dagli osservatori internazionali

Pubblicato il 12 aprile 2018 alle 18:00 in Asia Azerbaigian

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Gli osservatori elettorali dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) sono stati interrotti dai sostenitori del rieletto presidente dell’Azerbaijan, Ilham Aliyev, durante una conferenza stampa in cui hanno sostenuto l’irregolarità del processo elettorale, giovedì 12 aprile.

Alcuni membri del partito del presidente Aliyev, ovvero il New Azerbaijan Party, e diversi giornalisti favorevoli al presidente hanno urlato durante la conferenza stampa che il rapporto degli osservatori internazionali, in merito alle elezioni presidenziali di mercoledì 11 aprile, era prevenuto. La violenza verbale con la quale gli osservatori internazionali sono stati aggrediti, ha costretto gli organizzatori della conferenza stampa ad interromperla.

“Le elezioni presidenziali hanno avuto luogo in un’atmosfera politica restrittiva e sotto una legislazione elettorale che ha impedito ai cittadini dell’Azerbaijan di godere appieno dei diritti e delle libertà fondamentali, le quali costituiscono il prerequisito fondamentale per vere e proprie elezioni democratiche”, hanno affermato gli osservatori dell’OSCE.

“Bisogna considerare che, in un ambiente politico nel quale i principi democratici sono compromessi e il principio di legalità non viene pienamente osservato, è impossibile che si svolgano elezioni libere e competitive”, ha aggiunto Viorel Riceard Badea, capo della delegazione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.

Il presidente Aliyev ha vinto le elezioni di mercoledì 11 aprile con l’86% dei voti, nonostante i tentativi di boicottaggio effettuati dai principali partiti d’opposizione, assicurandosi il quarto mandato presidenziale alla guida dell’Azerbaijan. Eletto per la prima volta nell’ottobre 2003, due mesi prima della morte di suo padre, Heydar Aliyev, che era stato alla guida del Paese per 10 anni consecutivi, è stato rieletto nel 2008 e nel 2013.

Il presidente, inoltre, è riuscito a rafforzare la sua posizione nel corso degli anni attraverso due referendum. Il primo, nel 2009, ha eliminato il limite di due mandati per la carica presidenziale. Il secondo, nel 2016, invece, ha esteso il mandato presidenziale da cinque a sette anni.

Accanto alle posizioni degli osservatori internazionali si sono posti i principali partiti d’opposizione. “Non riconosciamo i risultati elettorali e chiediamo nuove elezioni trasparenti”, ha dichiarato Arif Gajily, leader del Musavat Party. La commissione elettorale, invece, sostiene di non aver ricevuto alcuna lamentela in merito a possibili irregolarità durante le elezioni.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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